Pizza Romana Day e il Manifesto della Nuova Pizza Romana

pizza-romana-day
pizza-romana-marinara

Pizza sottile e croccante: Pizza Romana

IL 13 SETTEMBRE 2018 data del PIZZA ROMANA DAY:

LA FESTA DELLA PIZZA ROMANA

Roma ha celebrato la rinascita della sua pizza con un evento che ha coinvolto 20 pizzerie della capitale raggiungendo il culmine con la firma di un Manifesto, quello della Nuova Pizza Romana.

La Pizza Romana è sempre stata considerata inferiore alla pizza napoletana, consumata distrattamente e non sempre realizzata con gusto e qualità. Finalmente a Roma stiamo assistendo ad una piccola rivoluzione e nelle pizzerie si inizia a fare ricerca su impasti e condimenti. Il Pizza Romana Day è nata per celebrare la Pizza Romana e restituire dignità ad uno stile finora considerato marginale.

Organizzato e ideato da Agrodolce in collaborazione con GreenStyle e Repubblica Sapori, il Pizza Romana Day è stato l’evento che ha inaugurato la prima giornata nazionale dedicata alla Pizza Romana.

Negli ultimi 10 anni abbiamo visto nascere molte pizzerie di grande qualità e ricerca nella Capitale, ma quasi tutte hanno preferito interpretare questa ricetta in modo molto simile alla napoletana piuttosto che ispirarsi alla tradizione locale: quella romana della pizza tonda senza cornicione, gustosa, leggera, sottile e croccante.

Esiste, ha molti estimatori, è amata dagli abitanti della città eterna e non solo, e per questo merita il nostro rispetto e tutta la nostra attenzione. La nuova pizza romana è già qui, è comparsa sulla scena in punta di piedi. Pizzerie dedicate a questo stile rinnovato stanno nascendo velocemente e non sono più luogo di passaggio, veloce e distratto. Sono templi di qualità e ricerca, di grande maestria e passione.

Con il Pizza Romana Day inizia il lavoro dei firmatari di questo Manifesto: restituire dignità ad uno stile troppo spesso considerato marginale, inferiore, a volte addirittura inesistente. Una pizza che, invece, se realizzata con dedizione, può donare incredibili gioie al palato.

manifesto-nuova-pizza-romana

Il Manifesto della Nuova Pizza Romana

L’evento è iniziato nella mattinata del 13 settembre, all’Osteria Di Birra Del Borgo con un dibattito moderato dalla giornalista Eleonora Cozzella di Repubblica Sapori: sul palco tre sostenitori degli stili più amati (napoletana, Enzo Coccia, romana, Lorenza Fumelli e Giancarlo Casa e degustazione, Davide Fiorentini) si sono così contesi lo scettro della pizza migliore.moderatori-nuova-pizza-romana

Un’epilogo non c’è stato, diciamo che, come sostiene saggiamente Giancarlo Casa, ognuna ha la sua pizza o la sua versione di pizza. L’importante sono le profonde conoscenze sulla maturazione dell’impasto, le materie prime di prima qualità e la cottura.

Personalmente amo la pizza romana, in quanto ha segnato le nostre uscite familiari quando ero bambina. A casa non si poteva spendere e le rare volte che si andava a mangiar fuori era per una pizza, un supplì e una gassosa. La pizza era molto democratica, si spendeva poco e i gusti erano: marinara, napoletana, margherita, funghi e capricciosa.

Questa era la nostra pizzeria a Garbatella “Er Panonto”. Qui andavamo con mamma e papà proprio a mangiare Pizza Romana.

er-panonto

Pizzeria Er Panonto, foto presa da internet

Ora si va con le pizze gourmet i prezzi sono lievitati e non è più cosi economico come una volta, ma ben vengano le evoluzioni.

L’elenco delle pizzerie, non è ancora completo, ma sarà aggiornato costantemente sul sito di Agrodolce e sui social. A seguire le pizzerie che hanno aderito fino ad ora:

  1. 180g Pizzeria Romana | via Tor de’ Schiavi, 53
  2. 91 bis | via della Farnesina, 91
  3. Al Grottino | via Orvieto 6
  4. Exquisitaly | piazza di S. Bernardo 99
  5. Frontoni | via Assisi 117
  6. La Gatta Mangiona | via Ozanam 30,32
  7. Gazometro 38 | via del Gazometro 38
  8. Giulietta | pizza dell’Emporio, 28
  9. Magnifica | via Ugo De Caroli 72 d
  10. Moma | via Calpurnio Fiamma 40-44
  11. Osteria di Birra del Borgo | via Silla 26a
  12. Pro loco Pinciano | via Bergamo 18
  13. Sant’Alberto| via del Pigneto 45
  14. Sbanco| via Siria 1
  15. Seu Pizza Illuminati | via Angelo Bargoni 10-18
  16. Spiazzo | via Antonio Pacinotti 83
  17. Pizzeria di Quartiere | Pietralata
  18. Lievito | Via Andrea Doria, 16
  19. Passetto | Piazza di S. Apollinare, 4
  20. Casette di Campagna | Via di Affogalasino, 40

pizza-romana-con-rughetta-burrata-e-pachino

A tenere alta la bandiera del binomio perfetto, quello tra pizza e birra, ci sarà Lisa, la nuova lager di Birra del Borgo, sponsor dell’evento. Anche le Farine dei Molini Pivetti hanno deciso di sostenere l’evento a marchio Agrodoce, organizzato in collaborazione con Repubblica Sapori e Greenstyle.it

lisa

 

 

Alteterre, Il Tour: 5 delle 21 realtà produttive nel centro esatto dell’Italia

alteterre-il-tour

Autrici: Candida De Amicis e Sabrina Tocchio

alteterre-il-tour1

Grafica: Elena Castiglione

Alteterre, Il Tour. Dopo la presentazione alla stampa del Progetto Alteterre del Consorzio Salariae, ci siamo messe a tavolino per organizzare un tour che ci consentisse di visitare più Aziende possibili delle 21 aderenti al Progetto. Volevamo portare una parola, una piccola voce che attraverso la risonanza del web potesse far conoscere alcune realtà produttive locali del post terremoto.
Le tappe del nostro percorso sono state: Caseificio Storico AmatriceAgriturismo Piccolo LagoCasale Nibbi Azienda Agricola Bio – AmatriceBirra Alta Quota e MelaMille di Andrea Feliciangeli.

Caseificio Petrucci, Amatrice
Cominciamo dalla prima azienda, del Progetto Alteterre, visitata nel nostro giro: il Caseificio Storico Amatrice dei fratelli Petrucci, che da oltre 50 anni opera nel settore. Alla presentazione del progetto Alteterre abbiamo conosciuto Giovanni Petrucci, padre di Simone e Alessandro che hanno preso le redini del caseificio di famiglia; i loro prodotti, invece, li conosciamo da tempo.

Famiglia Petrucci Caseificio Amatrice
Grazie a Ueda Dura, responsabile qualità e produzione, abbiamo assistito alle fasi di lavorazione de “Il Giuncato”, Pecorino dalla breve stagionatura, realizzato con una fuscella particolare, che richiama gli antichi canestri, utilizzati sin dai tempi antichi, dai pastori.
Il nostro percorso all’interno del caseificio è partito dalla raccolta del latte, per poi passare al filtraggio e quindi alla sua lavorazione. Dopo la rottura della cagliata abbiamo assistito al suo inserimento nelle fuscelle e alla successiva stufatura; a questa fase segue la salamoia e poi la stagionatura. La lavorazione dei pecorini è manuale, fatta secondo il metodo artigianale: dal Caseificio storico di Amatrice, vengono successivamente trasportati nella sede di Rieti per la stagionatura; le forme vengono messe su tavole di legno e girate all’incirca ogni 15 giorni, dipende dal tipo di prodotto, dove rimangono a stagionare da un minimo di 6 mesi a un massimo di 15 mesi.
Con il  siero ottenuto dalla rottura della cagliata viene prodotta la Ricotta Romana DOP che viene messa nelle tipiche fuscelle forate e in seguito, etichettata e distribuita.
Prima dei saluti, una foto di rito e un saluto a Giovanni Petrucci!

Ueda Dura, responsabile marketing Caseificio Petrucci di Amatrice

Tutto perfetto e i lavori di consolidamento e messa in sicurezza eseguiti  subito dopo il terremoto,  qualcosa  è ancora in corso, hanno permesso al caseificio di portare avanti l’attività e di garantire agli allevatori e ai pastori della zona colpita dal sisma, la continuità nella vendita del latte!

Seconda tappa del Tour di Laziogourmand all’Agriturismo Piccolo Lago.
Siamo arrivate in questo posto meraviglioso immerso nella natura e quasi in riva al lago di Scandarello. Il lago è un incantevole bacino artificiale circondato dalle montagne, a Est la Laga, a Nord il Vettore, l’Utero e il Pozzoni. L’Agriturismo, gravemente ferito dal terremoto, ha riaperto da una settimana o poco più, attivando un servizio di ristorazione grazie ad una struttura temporanea che permette di accogliere gli ospiti e ad un “food truck” per cucinare. 

agriturismo-piccolo-lago-amatrice

Non abbiamo foto della struttura in muratura, ancora non agibile e transennata, non ce la siamo sentita proprio di farle.

Anche loro hanno aderito al picnicdiffuso  un modo per gustare i prodotti locali in riva al lago. Sul loro sito troverete i vari cestini con gli ingredienti e i prezzi. Chiamate però un giorno prima.

VUOI METTERE UN’AMATRICIANA IN RIVA AL LAGO?!!!

Casale Nibbi Azienda Agricola Bio c’è  la terza tappa.

Anche qui purtroppo il terremoto ha lasciato i suoi effetti. La struttura in pietra non è agibile e il punto vendita in un container.
Ma la signora che abbiamo trovato, mamma di Amelia Nibi, ha grinta da vendere! Forte, gentile e sincera, come la gente di queste parti, ci racconta le innumerevoli difficoltà di questo lavoro. Nonostante lo sconvolgimento provocato dal sisma la voglia di ricostruire, di andare avanti, non è crollata, come dimostra Amelia, la figlia che con grande tenacia e dedizione porta avanti l’azienda di famiglia.

Casale Nibbi Amatrice

L’azienda parte dalla coltivazione dei cereali per alimentare gli animali da cui si ricava il latte, un latte eccellente, non scremato, con cui si producono mozzarelle, ricotta, uno stupendo stracchino stagionato e lavorato a mano, yogurt arricchito con la frutta biologica coltivata nell’azienda. Frutteti , coltivazioni di cereali. E una piccola superficie di terreno dedicata alla coltivazione di grano duro, concimati con il compostaggio del letame prodotto dagli animali allevati.
Un’azienda virtuosa, a conduzione familiare, in cui Il processo di produzione è imperniato sulla filiera, che fa dell’azienda agricola un luogo di produzione, trasformazione e vendita.

prodotti-casale-nibbi-amatrice

Quello che rimane saldo e invincibile è la qualità dei prodotti di Casale Nibbi Azienda Agricola Bio – Amatrice.
Il loro cavallo di battaglia è lo STRACCHINO STAGIONATO, forme fatte a mano, una delizia!
I loro YOGURT con una confettura alla base sono vellutati e delicati particolarmente adatti per i bambini.
La RICOTTA
Le MOZZARELLINE
La PASTA DI GRANO DURO, coltivato da loro in collaborazione con un pastificio artigianale. Solo due formati: spaghetti e mezze maniche.
Vi consiglio una passeggiata di salute per andarli a trovare e per i pigri  suggerisco @Eataly Roma oppure i vari mercati in giro per Roma trovate tutto sulla loro pagina Facebook.

Il Tour di Laziogourmand continua e arriva al Birrificio Alta Quota nella nostra quarta tappa. Qui ci troviamo tra le montagne reatine, un posto bello e selvaggio, con acqua pura e limpida.

Birrificio Alta Quota Cittareale

Emanuela è una padrona di casa ospitale e raggiante, ti accoglie con la sua bellezza e un sorriso che incanta.
Racconta la sua avventura tra luppolo, malti, cereali e aromi che hanno consentito al birrificio di arrivare ad “alta quota” nei vertici delle birre artigianali.

Claudio, più riservato, con orgoglio e mente aperta, ci racconta perchè ha deciso di aderire al Progetto Alte Terre.

Visitiamo il birrificio con la guida di Emanuela che ci spiega le varie fasi di lavorazione della birra: dalla cotta, al passaggio nel fermentatore, all’imbottigliamento e lo stazionamento in camera calda, a temperatura controllata, per la rifermentazione in bottiglia, naturalmente senza aggiunta di conservanti e additivi. La gasatura è quindi naturale, non c’è aggiunta di anidride carbonica, questo rende la birra più digeribile.

birrificio-alta-quota-cittareale
Farro luppolo fresco, grano “Senatore Cappelli”, peperoncino, sono alcuni ingredienti locali, utilizzati nella produzione, che testimoniano il forte legame con il territorio.
Nel birrificio c’è anche un’osteria, arredata con materiale di riciclo, per la vendita, ma ci si può fermare anche per uno spuntino degustando prodotti genuini del territorio accompagnati dalle birre oppure solo per ristorarsi con una buona birra. 

Da provare anche il FARRO SALATO uno snack sfizioso che mentre sorseggi la birra fredda non puoi far a meno di sgranocchiare. 

Farro salato Birrificio Alta Quota Cittareale

Qui anche la vendita di alcuni prodotti di zona come le confetture di Mela Mille di Andrea Feliciangeli e Scialanga Antonio.

Emanuela ci ha poi raccontato cosa offre il loro CESTINO DA PIC-NIC per il Picnicdiffuso, perché con il Progetto Alteterre, i produttori con punto vendita, hanno la possibilità di consigliare o un pasto o una merenda da gustare sui prati di zona.

Cestino da picnic Birrificio Alta Quota merenda Cittareale
Non vi resta che andare, bere, mangiare e mi raccomando guardate il panorama!

Pic-Nic diffuso

Il Progetto AlteterreLa Natura su Misura, propone il Pic-Nic Diffuso, una piccola cosa di non grande valore, ma un modo per concedere al cittadino, stressato, qualche ora lontano dal caos.

Una box molto simpatica, un cestino di cartone con dentro il necessario per uno spuntino.
A seconda dell’azienda che visiterete, aderente al Progetto, potrete scegliere il contenuto che con pochi euro vi darà la possibilità di assaggiare grandi prodotti.

 

 

pic-nic-diffuso-alteterre

Vi rilasserete in queste zone, a pochi kilometri da Roma, tra vette, gole profonde, borghi suggestivi, fiumi, laghi e cascate, un’esperienza gastronomica da condividere su un prato e da riportare a casa.

Trovate le informazioni sulle aziende aderenti, al sito Alteterre.

SCARICATE IL DÉPLIANT, vi troverete, con un simbolo, le aziende che vi potranno fornire le box.

Alteterre, Il Tour di Laziogourmand fa una sosta: e che fai? Stai li e non fai il picnic? Non potevamo non aderire!

 

pic-nic-diffuso-con-laziogourmand
Anche noi prese dall’atmosfera bucolica non abbiamo resistito alla “stesa” della tovaglietta!

E ci siamo divertite molto!

Il Tour di Laziogourmand è alla sua ultima tappa da Melamille di Andrea Feliciangeli.

“Last but not least”, perché ora facciamo un importante salto nel tempo, pochi decenni è vero, nel tempo in cui la biodiversità era la norma, per parlare di mele e di Melamille.

Le mele sono i frutti più importanti che l’autunno ci regala in grande varietà, dalle tante sfumature di sapori, consistenze, colori, profumi. Melamille è un’ azienda agricola biologica gestita da Andrea Feliciangeli. Andrea ci accoglie con un timido sorriso e qualche frase di benvenuto, è un giovane discreto che all’età di 18 anni, nel 2011, ha deciso di occuparsi del recupero delle antiche varietà di mele della Valle Falacrina, con cui oggi produce confetture, è un custode della biodiversità, ammirevole. Meli speciali, dicevamo, perché Andrea è iscritto NELLA RETE DI CONSERVAZIONE E SICUREZZA DELLE RISORSE VEGETALI DELLA REGIONE LAZIO. Produzioni perse e recuperate con estrema saggezza e capacità, le mele antiche, le mele la cui coltivazione era persa, che con il marchio ‘Melamille‘ di Cittareale vivono di nuova luce. Man mano che ci guida alla scoperta del suo frutteto emerge l’amore e la voglia di raccontare il suo lavoro, emerge la competenza e la consapevolezza delle difficoltà che si incontrano: le basse produzioni, i frutti che hanno un mercato difficile perché non sono perfette nella forma come quelle della grande distribuzione anche se i sapori sono unici; per questo la scelta di farne confetture.

melamille-cittareale

Le principali varietà oggetto di recupero sono:

Renetta del Canada
Renetta grigia
Renetta all’Olio
Ranettoni
Ruzza
Rosa
S. Giovanni
Cerina
Verdone Romano
Oanaja
Piana
Francesca
Paoluccia
Pontella
Capo d’Asino
Appia
Deliziosa
Calvilla rossa e bianca
Limoncella
Cipolla
Agostinella
Vespa
Gelata
Muso di bue
Rosso dentro incarnato
Abbondanza rossa

Andrea non è solo mele ma ha anche inoltrato un progetto di recupero di varietà di Pere, come la Spadona, Passacrassana, Bergamotta, Cannella, Spina Carpi, Campana, Butirra, Volpina e Bugiarda e coltiva lamponi, more, ribes e uva spina!

Ha anche prugne, ciliege, visciole.

Oltre a vendere il frutto, Andrea ha una collaborazione con un’azienda di Antrodoco con cui concorda le ricette delle sue confetture.

Mele limoncella e cannella
Mele Calvilla
Pere Passacrassane e noci
Mele Cipolla, noci e vaniglia
Mele rosa
More
Lamponi
Ribes
Prugne selvatiche

Le confetture si possono trovare in vendita nell’osteria del Birrificio Alta Quota di Cittareale e, presto, anche a Roma.

melamille-confetture-cittareale

Grazie Andrea della tua disponibilità!

Conclusioni: 

Ci sono volute circa 12 ore per fare questo giro, comprese di viaggio, soste, pranzo, chiacchiere, risate e visite alla produzione del Caseificio Storico Amatrice, del birrificio Birra Alta Quota, acquisti a Casale Nibbi Azienda Agricola Bio – Amatrice, una visita all’Agriturismo Piccolo Lago e una passeggiata istruttiva tra i Meli di Andrea.

Non è impossibile!
Vi invitiamo a visitare queste terre di bellezza indiscussa, ospitalità e prodotti eccellenti.
Create il vostro personale percorso tra le 21 aziende aderenti al Progetto del Consorzio Salariae su Alteterre.

E ora sbirciate il nostro divertente video, ci siamo proprio godute la giornata e si vede!

Grafica e locandine del Tour, Elena Castiglione

 

 

Alte Terre, La Natura su Misura con il Pic-nic Diffuso

Alte Terre Logo

Borbona

Con lo slogan di Alte Terre, La Natura su Misura e il Pic-Nic Diffuso, è arrivato il momento, vista la stagione, per apprezzare una gita fuori porta e la semplicità di uno spuntino all’aperto. E’ stata così colta questa nuova tendenza, direi azzeccata, dal Consorzio Salariaè, con il progetto Alte Terre, che ha voluto promuovere i territori feriti dal terremoto del 2016.

21 aziende di filiera dell’Alta Valle del Velino e delle Terre di Amatrice, hanno aderito a questo progetto con lo scopo principale di riavviare l’economia di questi luoghi. Aziende che si occupano di accoglienza (agriturismo e ristoranti) e di produzione (birra, formaggi, carni e salumi, confetture, fragole) con in comune la volontà di rimboccarsi le maniche e rimettersi in piedi sfruttando quello che il territorio offre.

Il territorio è stato diviso in quattro sezioni (Amatrice-Accumuli, Cittareale, Posta e Antrodoco-Cittaducale-Castel Sant’Angelo), facilmente raggiungibili da Roma ma anche dall’Umbria, dalla Toscana, dalle Marche e dall’Abruzzo.

Qui potrete vedere un video suggestivo che vi illustrerà una panoramica di zona.

Il Progetto è stato presentato alla stampa il 12 luglio, 2018 presso Palazzo Pallavicini Rospigliosi a Roma. Una serata stellata che ha visto due rappresentanti eccellenti come i fratelli Serva, Maurizio e Sandro del Ristorante due stelle Michelin “La Trota” di Rivodutri (RI) preparare la cena evento, un tripudio di bontà e bellezza.

flli_serva

I fratelli Serva sono stati sempre sensibili verso il territorio, sopratutto nel momento in cui ha subito gravi danni causati dal sisma. Nel loro Ristorante vengono scelti e lavorati i prodotti locali delle zone danneggiate dal sisma. Questi alcuni dei piatti presentati durante la serata:

cena-fratelli-serva

Noi di Laziogourmand, in tempi non sospetti, vi avevamo già consigliato dei piccoli itinerari in queste zone, proprio per apprezzarne le bellezze poco conosciute.

Vogliamo, in questa occasione, riproporre i nostri mini tour per voi e per il Consorzio Salariaè:

Posta (Rieti)

Amatrice e il Lago di Scandarello

Antrodoco e Borgo Velino

Borbona e il suo Fagiolo protetto

Posti ideali per il progetto Alte Terre e il Pic-Nic Diffuso, come commenta il Presidente del Consorzio Salariaè, Emidio Gentili: “Un format perfetto per un territorio che vanta oltre 600 km quadrati di incontaminata bellezza, tra alte vette, straordinarie vallate, borghi suggestivi, fiumi, cascate e laghi che non mancano mai di lasciare i visitatori a bocca aperta. A questo aggiungiamo una cucina che, dall’Amatriciana alla Gricia, passando per formaggi, salumi e le altre eccellenze di questa area, fa del nostro territorio un unicum conosciuto ed apprezzato nel mondo“. “L’idea, sottolinea il Presidente, è quella di offrire a ognuno una gita fuori porta personalizzata. Che si sia alla ricerca di un’esperienza gastronomica o di un’escursione, di un pomeriggio di relax in riva a un lago o di un giro in moto, di una pedalata tra vette silenziose o di una mattinata tra gli animali, Alte Terre è in grado di soddisfare appieno qualsiasi esigenza. E nei mesi a seguire abbiamo in programma una serie di iniziative divertenti e originali che vedranno protagonisti, oltre ai 21 imprenditori del Consorzio, anche i 10 Comuni coinvolti nel progetto con le loro piccole frazioni, vale a dire Amatrice, Cittareale, Accumuli, Castel Sant’Angelo, Posta, Cittaducale, Antrodoco, Borbona, Borgo Velino e Micigliano“.

emidio gentili

E come ad ogni pic-nic che si rispetti il Consorzio ha pensato anche ai cestini: piccole scatole di cartone per uso alimentare che i turisti potranno decidere di utilizzare in loco, per la loro gita, oppure riportare a casa per poter riassaggiare con calma le delizie del territorio (al prezzo medio dai 5 ai 15 euro).

prodotti tipici alte terre

Senza dimenticare, conclude il Presidente Emidio Gentili, che se poi anzichè per un pic-nic ci si vuole fermare per una notte, un weekend o più giorni, le aziende saranno felici di cucire su misura la vacanza ideale per tutti“.

Volevo aggiungere che le gite fuori porta, in queste zone di bellezza unica, si possono prolungare fino all’autunno e perchè no anche durante l’inverno o magari nella prossima primavera! Avrete capito che qui, ad ogni stagione, troverete cartoline differenti ma tutte magiche. L’autunno vi regalerà colori e sapori, come i funghi, le castagne, i fagioli, le patate per piatti elaborati e casarecci; l’inverno vi aprirà le porte a scenari imbiancati e magici con una cucina più ricca e calda, fatta di minestre e stufati; la primavera colorerà ogni prato di papaveri e piccoli fiori con una cucina sempre lieta e sincera solo con prodotti di stagione.

Quindi non vi resta che provare, dirigervi da queste parti, dopo aver consultato il sito www.alteterre.it, dove troverete tutte le aziende aderenti al progetto e le indicazioni divise per zone.

Vi consiglio di stamparvi questo depliant dove troverete due simboli accanto ad ogni Azienda aderente al Progetto (vedete la legenda): uno indica la possibilità di acquistare la scatola per il pic-nic e l’altro vi indica la possibilità di acquistare i prodotti assaggiati.

 

Consorzio Salariaè

Via Gentili, 3

02010 Cittareale (RI)

e-mail: info@alteterre.it

www.alteterre.it

Instagram: @alteterre

Facebook: @alteterre

Youtube: ALTE TERRE

 

Comunicazione e Ufficio Stampa: MG Logos, comunicazione@mglogos.it, www.mglogos.roma.it, press.mglogos.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Uova in trippa, sì! Ma alla romana!

uova-in-trippa00evi

Le uova in trippa! Una bontà! Uno di quei piatti così semplici dei quali ce ne stiamo completamente dimenticando, ma che portano gioia in tavola. Semplici ingredienti sempre presenti in casa, velocità d’esecuzione e palato felice! 

E se Giaquinta aggiunge “alla romana” alla ricetta, Ada Boni le reputa di gran lunga più buone delle francesi Oeufs à la tripe, peraltro fatte con uova sode, sugo e besciamella!! Qui siamo in tripudio di sapore genuino! Il nome deriva dalle striscioline delle frittatine che venivano condite con sugo e… per ingannare ancora di più il palato, il piatto veniva insaporito con foglioline di menta e pecorino o parmigiano. La ricetta affonda le sue radici nella cucina povera romana.

Continue Reading

Laboratorio della Rinascita: il Centro Italia, dopo il sisma, alza la testa con le sue eccellenze enogastronomiche

Aula Magna Università La Sapienza

La Forza di Rinascere Convegno

 

Si è svolto l’11 aprile, presso l’Aula Magna dell’Università La Sapienza di Roma, il primo Convegno finalizzato alla promozione dei prodotti enogastronomici e i prodotti tipici dei territori colpiti dal sisma: “La Forza di Rinascere” riunisce gli “stati generali” del terremoto con il Laboratorio della Rinascita.

Continue Reading

Insieme Armonico per IDIC 2018. Tanti auguri Maestro da Lazio Gourmand!

Insieme Armonico

insiemearmonico

Umilmente abbiamo voluto aderire, umilmente abbiamo letto e eseguito alla lettera il piatto del Maestro Gualtiero Marchesi: “Insieme Armonico” per IDIC 2018, l’undicesima edizione della Giornata Internazionale della Cucina Italiana.

Perché il 19 marzo? Le precedenti edizioni si sono svolte il 17 gennaio ma quest’anno il Maestro ci ha lasciato e la Fondazione Marchesi e l’IDIC hanno deciso di aspettare il giorno del suo 88mo compleanno per celebrare e omaggiare il suo ricordo.

Locandina LG per Insieme Armonico

Continue Reading

Spaghettoni con la colatura di alici, ricetta tradizionale di Anzio

 

spaghettoni-con-colatura-di-alici-di-anzio-manaide_n

Gli Spaghettoni con la colatura di alici, una ricetta buona e semplice della tradizione di Anzio, recuperata da Manaide, il laboratorio di conserve ittiche di Anzio.

La produzione della colatura di alici, ha origini lontane nel tempo. Vanta una nobile discendenza dal Garum, la salsa di pesce tanto amata dai Romani che Apicio, nel De re coquinaria, suggerisce in gran parte delle sue ricette, con la specifica funzione di salare le vivande.
La colatura nasce dal processo di maturazione delle alici sotto sale, metodo che i pescatori utilizzavano per conservare le alici, ricavandone anche un saporito condimento.
Sembra che la produzione della colatura di alici sia stata recuperata dalle sapienti mani dei monaci cistercensi Amalfitani. Gli abitanti di queste terre ne impararono poi la tecnica. L’antico procedimento, tramandato di padre in figlio dai pescatori di Cetara è tuttora seguito da molte famiglie del piccolo borgo della costa amalfitana. Nel 1700, con l’arrivo dei pescatori dal napoletano e dal basso Lazio, la pesca divenne stabile e nel piccolo borgo laziale si sviluppò una intensa attività di conservazione del pesce.

Le acciughe vengono pescate ancora usando il metodo secolare del “cianciolo” (rete e lampara), nei pressi della costiera amalfitana per la colatura di Cetara, nel triangolo Anzio Ponza Civitavecchia per quella di Anzio. Le acciughe vengono “scapezzate” (viene tolta la testa e eviscerate) a mano e dopo 24 ore di riposo sotto sale vengono sistemate nel “terzigno”, usando la tecnica “testa/coda“, alternate a strati di sale. Il contenitore viene poi coperto con il “tompagno“, un disco in legno, sul quale si collocano dei pesi, generalmente pietre marine. La pressione e la lenta maturazione delle acciughe fanno affiorare un liquido in superficie che sarà la base della colatura. Raccolto in contenitori e esposto al sole nei mesi successivi, maturerà e sarà pronto per la fase finale di produzione. Il liquido tornerà nuovamente nel “terzigno” con le acciughe in maturazione, attraverserà lentamente i vari strati arricchendosi di profumi e sapori, migliorando le caratteristiche organolettiche. Solo adesso potrà essere recuperato, con un attrezzo chiamato “vriale”, grazie ad un foro presente nella piccola botte e trasferito in un altro recipiente: il prezioso liquido dal colore ambrato e dal gusto deciso e di grande sapidità è pronto.

spaghettoni-con-colatura-di-alici-di-anzio-manaide1_n

E voi siete pronti per la ricetta degli Spaghettoni con la colatura di alici?
La scelta degli ingredienti in questo piatto  così semplice è fondamentale, la qualità dei pochi ingredienti necessari, faranno la differenza.
Ho scelto eccellenze del nostro territorio: Colatura di Alici di Anzio Manaide, salsa antica dallo straordinario profumo e dal sapore deciso; olio extravergine di oliva Olivastro Quattrociocchi e spaghettoni del pastificio artigianale LAGANO. Protagonista di questo piatto è la colatura di alici, l’olio e la pasta sono due importanti comprimari.

Rapida l’esecuzione, grande bontà e costi contenuti usando prodotti di grande qualità: 2,85 euro a porzione!

Spaghettoni con colatura di alici di Anzio

Ingredienti per 4 persone

g 400 di spaghettoni Lagano
g 40   di colatura di alici Manaide
g 60   di olio extra vergine di oliva Olivastro Quattrociocchi
2 spicchi di aglio
peperoncino
prezzemolo

spaghettoni-con-colatura-di-alici-di-anzio-manaide2_n

Cuocere gli spaghettoni in abbondante acqua non salata. In una ciotola mettere gli spicchi d’aglio schiacciati, un po’ di peperoncino tritato, la colatura d’alici, l’olio extravergine di oliva, un po’ di prezzemolo tritato ed emulsionare il preparato con una forchetta; aggiungere 3 o 4 cucchiai di acqua di cottura della pasta continuando ad emulsionare. Scolare la pasta al dente e versarla nella ciotola con il condimento e mantecare a crudo. Impiattare, aggiungere il prezzemolo precedentemente tritato e servire subito.

Manaide: ad Anzio una tradizione antica

Manaide:ad Anzio una tradizione antica

Manaide è un laboratorio artigianale di conserve di pesce che fa di sostenibilità, rispetto della biodiversità, recupero della tradizione antica, lavorazione artigianale e alta qualità i principi cardine.

Sono i primi di novembre ma la giornata è luminosa e tiepida, mi trovo ad Anzio, cittadina del litorale romano in cui per secoli, la pesca è stata la risorsa principale: il porto è poco distante, sono qui per incontrare Luigi Crescenzi, cofondatore di Manaide, imprenditore virtuoso che nel proprio lavoro mette non solo passione, ma anche intelligenza e lungimiranza, perchè opera secondo criteri etici e di sostenibilità ambientale.

Luigi mi racconta che c’è una tradizione storica anziate relativa alla conservazione del pesce, con radici antichissime. Risale al 1700, quando, con la costruzione del porto Innocenziano, ad Anzio arrivarono pescatori dal basso Lazio e dal napoletano e la pesca divenne una pesca stabile e annuale. Si usciva in mare con la manaide , una barca a remi con vela latina, munita di una lampada per attirare il pesce azzurro. La manaide era anche una rete da posta per la pesca del pesce azzurro. Questa rete aveva maglie di una larghezza sufficiente a far impigliare le alici, che dissanguavano direttamente in mare, facilitando la successiva salagione per conservare il pesce invenduto.

Il pesce conservato era la maggiore fonte proteica per l’inverno e in parte veniva venduto a Roma e in Ciociaria. Proprio la conservazione del pesce sotto sale divenne l’attività principale del paese e per il reperimento del sale, con il passaggio dallo Stato Pontificio al Regno d’Italia, ci furono numerose delibere del comune, che si faceva garante nei confronti dello Stato.

Nella metà del novecento questa tradizione antica si perde. Luigi decide di recuperarla “per affinità familiare– il nonno aveva lavorato sulle manaide -, per amore del mare e per scelta di vita”. Nel 2013 fonda Manaide, laboratorio artigianale di trasformazione di prodotti ittici, operando un forte cambiamento di vita: da manager nel settore della trasformazione di prodotti chimici a imprenditore attento alla valorizzazione della pesca sostenibile, della biodiversità, della tradizione, del territorio, della qualità, delle materie prime.
Dopo il recupero delle ricette antiche della tradizione il laboratorio di Luigi comincia con la produzione artigianale di alici sotto sale integrale raccolto a mano, colatura di alici, sconcigli in salamoia, poi la gamma si amplia con le telline, l’alalunga, lo sgombro occhione, la palamita, le lumachelle , i filetti di alici in olio extravergine di oliva.

Continuiamo a parlare e, mentre assaggio gli sconcigli, pescati con le nasse nel mare di Anzio e conservati in salamoia da Manaide, gradatamente, comprendo quali sono i principi fondanti di Manaide, oltre al recupero della tradizione.

Manaide ad Anzio una tradizione antica
Condividere e divulgare la passione per il mare, per la pesca sostenibile e per la biodiversità è un dovere verso le nuove generazioni” afferma Luigi.

Il mare è stato da sempre considerato una fonte inesauribile. Un tempo tutto “il Mediterraneo – da un report del WWF – possedeva una quantità di stock ittici superiore alle necessità, che supportava intere comunità e forniva un elemento chiave della famosa dieta salutare Mediterranea, (…) tutto il pescato proveniva dal mare antistante.”
Purtroppo non è più così, le risorse non sono illimitate, anzi, si sono impoverite in maniera allarmante. Nel Mediterraneo il 93% degli stock ittici sono a rischio, sia per la pesca eccessiva che per i metodi di pesca che attuano tecniche di cattura fortemente efficaci, e quindi non sostenibili, perché possono portare ad un calo eccessivo degli stock. Al contrario il pescato frutto del lavoro di piccole marinerie che operano su territori che conoscono e che hanno tutto l’interesse a preservare gli stock, è sostenibile. A questo si aggiunge che molto pesce viene ributtato in mare appena pescato perché non fa parte delle specie richieste dal consumatore; negli ultimi 30 anni la scelta da 60 specie si è ridotta a una sola decina.

Una inversione di rotta è quindi indispensabile per passare da una società che distrugge a una società che preserva. Ogni attore della filiera ha un ruolo determinante in questo cambiamento, anche il destinatario, il consumatore che deve prendere coscienza del proprio ruolo. Deve divenire consumatore consapevole, informandosi sull’origine del pesce che acquista, privilegiando il pescato locale; pretendendo che siano rispettate le taglie minime per permettere al pesce di riprodursi, scegliendo animali a ciclo vitale breve e tenendo conto della biodiversità. Non dobbiamo neanche dimenticare che esiste una stagionalità per i pesci e se si rispettano i tempi di riproduzione contribuiremo al ripopolamento ittico.

L’attenzione del consumatore sulla sicurezza alimentare ha portato informazione e innovazione in tutte le filiere agroalimentari. Si parla di kilometro zero, di origine degli alimenti: c’è da chiedersi perché tutto questo non viene applicato anche ai prodotti ittici. In enologia si parla di terroir, di come la zona geografica, la specificità del suolo, il clima, il fattore umano e culturale determino le caratteristiche del vino, perché non applicare questo concetto anche al pescato? Già Plinio raccontava che il polpo di Anzio era ritenuto il più buono dell’Antica Roma- continua Luigi-, gli sconcigli hanno dimensioni notevolmente maggiori se pescati in zone diverse anche se sempre all’interno del triangolo di pesca.
Per Luigi tutte queste non sono solo parole, sono regole, fatti, comportamenti. Luigi, nella sua seconda vita, come lui stesso ama definirla, ha messo in pratica tutto questo fondando Manaide.

Manaide ad Anzio una tradizione antica

Sostenibilità: Manaide trasforma i prodotti ittici  erroneamente  definiti “pesci poveri”, che invece sono ricchi di straordinarie qualità nutrizionali. Il pesce viene acquistato solo se ha raggiunto la taglia che ne ha garantito la riproduzione; proviene esclusivamente da pescatori che condividono i valori della sostenibilità, della qualità e del rispetto del lavoro delle persone.
Territorio:il pesce che arriva a Manaide proviene da una zona di pesca ben identificata: è il triangolo tra Anzio, isole pontine e Civitavecchia. Le aree Fao identificano invece delle macroaree.
Artigianalità e tradizione: il pesce arriva freschissimo- le alici quando sono freschissime hanno ancora il loro colore blu elettrico da cui deriva il nome “pesce azzurro”- ed è subito trasformato,  con tecnica di lavorazione artigianale e recuperata dalla tradizione locale. La conservazione si fa solo con sale e temperatura, nessuna aggiunta di conservanti.
Tracciabilità: su ogni confezione c’è un etichetta identificativa dell’imbarcazione, il cui equipaggio ha specifiche direttive per garantire l’integrità del prodotto.
Qualità:  i tempi ridotti tra la pesca e la lavorazione – il protocollo qualitativo interno prevede un massimo di di 6/8 ore – permettono di mantenere le eccellenti qualità organolettiche del pesce locale. Gli ingredienti usati per la lavorazione sono stati selezionati attentamente: il sale utilizzato è integrale raccolto a mano; l’olio extravergine di oliva biologico, è un fruttato leggero che esalta il sapore del prodotto. I contenitori di maturazione sono stati prodotti da artigiani che ancora utilizzano legno stagionato e tecniche antiche.
Stagionalità: La stessa specie ittica non è sempre disponibile, per questo Manaide ha ampliato la gamma di prodotti con pesce che si trova nei vari periodi dell’anno, come la palamita, il polpo, o gli sconcigli.
La Palamita, in olio extra vergine di oliva e sale integrale, è una specie migratoria, molto famosa sin dall’antichità: il famoso geografo Strabone narra che gran parte della ricchezza di Bisanzio,  derivava da questi pesci. Per questo motivo ero raffigurata sulle monete dell’epoca. Lo sconciglio, o murice, in salamoia, è un mollusco gasteropode che con le sue secrzioni forniva la porpora, sostanza colorante famosa nell’antichità. L’Alalunga, in olio extra vergine di oliva e sale integrale: appartiene alla famiglia dei tonni ma non è a rischio estinzione come il tonno rosso e ha un ciclo di vita più breve, quindi non accumula metalli pesanti. Ha carni rosate ed eccellenti.
Alcuni di questi prodotti sono conservati solo da Manaide come il polpo o gli sconcigli, dolci e con il profumo di mare; come le telline del litorale romano, presidio Slow Food , che si trovano nella fascia tra Focene e Anzio, rinomata fin dai tempi dei romani, grazie alla qualità e alla finezza della sabbia.
La distribuzione dei prodotti è effettuata in “botteghe” – come sottolinea Luigi- dove il bottegaio conosce il prodotto che vende, lo propone con competenza divulgando la conoscenza.
Tutto questo è Manaide: ” un progetto che si fonda sul rispetto dell’ambiente e sulla riduzione dell’impatto ambientale, che si propone di valorizzare la pesca sostenibile e rispettare la biodiversità, recuperando la tradizione di Anzio.

Qui troverete un piatto , che ho preparato seguendo la ricetta di uno chef di un ristorante di Latina, con la colatura di alici; su Lazio Gourmand la ricetta tradizionale di Anzio degli spaghetti con la colatura. La colatura di alici Manaide si ottiene da alici sotto sale, stagionate per sei mesi in botti di rovere nuove, con sale integrale raccolto a mano. A dicembre si pratica un piccolo foro sul fondo della botte e si raccoglie il liquido dal colore ambrato e dal sapore intenso.
Due ricette, a dimostrazione che un piatto eccellente e con prodotti di alta qualità si può realizzare velocemente e con un costo contenuto, ma anche un’idea per la tavola naatalizia.

 

MANAIDE s.r.l. Via Jenne 113, 00042 Anzio (Rom)

Email: manaide.anzio@gmail.com

Qualche indirizzo dove trovare i prodotti Manaide:
Enoteca Del Gatto: via Mazzini 9, 00042 Anzio (RM) Italia tel. 06 9846269
Roscioli: Via dei Giubbonari 21, 00186 Roma tel. + 39 06 6875287
Trimani s.r.l.: Via Goito, 20 – 00185 Roma tel. 06.446.9661

Posta e il Ristorante il Bagatto

Posta (Rieti)
 
Oggi vogliamo suggerirvi una passeggiata a Posta in provincia di Rieti. Un paesino a 4 km da Borbona. Il Comune di Posta è nel reatino, lungo il corso del fiume Velino e della via Salaria tra Antrodoco e Amatrice.
 
Questo piccolo comune montano ricco di patrimonio paesaggistico e storico nell’Alto Lazio è capitanato dal Sindaco Serenella Clarice, che cerca con tutte le risorse umane e materiali disponibili di mantenere la storia e le tradizioni secolari. I suoi abitanti avevano diverse attività artigianali e con molta fatica quaklcuno ha cercato di rimanere per continuare la tradizione e il lavoro. Non è impresa facile visto che quasi tutte le attività commerciali sono state danneggiate dal terremoto.
Come tutti i paesi e frazioni di quella zona maledetta, il Comune di Posta ha pagato un prezzo altissimo dopo il terremoto: attività chiuse e esodo di alcuni residenti in altri luoghi.
Posta (Rieti) giardino comunale
Pochi sono rimasti con coraggio e uno di questi è Giancarlo Paoni che con la sua grande famiglia, genitori, sorella, nipoti,  moglie e figli piccoli ha deciso di rimanere e lottare per un futuro migliore.
Gentile,  delicato e generoso Giancarlo, con i suoi piatti della tradizione locale, ha dato conforto per mesi a Vigili del Fuoco e Protezione Civile di tutta Italia, instaurando con loro un forte legame che ancora continua.
Nel 2016 Giancarlo ha partecipato a “Le Stelle Tornano a Scuola” la manifestazione che si è tenuta a Rieti, tutti insieme hanno cucinato una cena gourmet per finanziare la ricostruzione dell’alberghiero di Amatrice.
le stelle tornano a scuolaGiancarlo Paoni e Bottura Giancarlo Paoni e Gennaro Esposito Giancarlo Paoni e Cracco
La sua attività è un delizioso ristorante  caldo e accogliente dove piatti come Amatriciana, Carbonara, Gricia, Fettuccine ai Funghi Porcini, carni locali e tagli classici con ampia scelta di verdure e dolci intrattiene la clientela.
 Ristorante il Bagatto, Posta Rieti
Vi lascio l’indirizzo:
Ristorante il Bagatto 
Via Roma, 50
Posta, Rieti
Tel. 0746 951111
Pagina Facebook: Bagatto

Carne di coniglio e uova: una campagna per rilanciarne il consumo

super uovo super coniglio

“A TAVOLA NASCONO NUOVI EROI” – UNA CAMPAGNA DI COMUNICAZIONE PER RILANCIARE IL CONSUMO DI UOVA E CARNE DI CONIGLIO

Filmato Chef Ines Bertini

Sostenere il comparto avicunicolo e promuovere il consumo di uova e carne di coniglio, alimenti importanti dal punto di vista nutrizionale per una dieta sana ed equilibrata.

Sono questi gli obiettivi di “A tavola nascono nuovi eroi”, campagna di comunicazione promossa dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali e realizzata in collaborazione con l’Ismea, che ha presentato ufficialmente lunedì 20 novembre presso l’Hosteria La Luce, a Trastevere.

Rilanciare il consumo di uova e carne di coniglio, prodotti importanti per un’alimentazione sana ed equilibrata. Negli ultimi anni, infatti, a causa di un’informazione non sempre corretta, del cambiamento delle abitudini alimentari indotte spesso da pregiudizi e luoghi comuni, oltre che da allarmi incontrollati, gli operatori del settore si sono trovati ad affrontare momenti di crisi. Questo nonostante gli avicoltori e cunicoltori italiani rispettino dei disciplinari di qualità molto scrupolosi a garanzia della salute dei consumatori.

In effetti il consumo italiano pro-capite di uova è pari a 12,6 Kg, contro gli oltre 14 Kg nella UE. I numeri del settore parlano, per le uova, di una produzione  agricola italiana che ammonta a 850.000 tonnellate, pari ad un valore di 1,2 miliardi di Euro. Il fatturato dalle vendite del prodotto finito (confezionato o sgusciato) è pari a 1,5 miliardi di Euro. La produzione è assicurata da oltre 42 milioni di galline, presenti in 3.400 allevamenti, di cui circa 1000 con capacità superiore a 1000 capi. Delle uova vendute il 33% proviene da allevamenti a terra e il trend di crescita di questo  segmento rispetto al 2012 è del 47%.

Per quanto riguarda la carne di coniglio, l’Italia è il secondo produttore e consumatore mondiale (dopo la Cina). Anche qui la necessità di un rilancio dei consumi è testimoniata dal calo costante negli ultimi anni (-12% nei primi 9 mesi del 2017). Attualmente la produzione di carne di coniglio in Italia raggiunge le 55.000 tonnellate, con un consumo che ora sembra essersi stabilizzato intorno a 1 kg pro­ capite. Il settore gode di una sostanziale autosufficienza produttiva, e la coniglicoltura italiana si caratterizza, rispetto a quella europea, anche per l’efficienza produttiva espressa sia in termini di produttività del lavoro che di incidenza del costo dell’alimentazione sul costo totale di produzione.

In ultima analisi, occorre sgombrare il campo sia da un’informazione non corretta, sia da falsi convincimenti: un esempio per tutti è dato dalla cattiva reputazione che si è venuta creando intorno alle uova perché contengono molto colesterolo. Andrebbe detto invece che le uova sono uno degli alimenti più nutrienti sulla terra e che un giusto consumo settimanale di uova non solo non crea rischi per la salute ma può migliorare i livelli di colesterolo, aumentando quello buono e diminuendo  quello cattivo.

PROBLEMATICHE

  • Crisi dei due comparti e calo dei consumi di uova e carne di coniglio
  • Cambiamenti delle abitudini alimentari
  • informazione non sempre corretta sul valore nutritivo e la salubrità dei due prodotti (es. “le uova aumentano il colesterolo”)
  • Crescita della popolazione vegetariana in Italia (7%) e di quella vegana (1%) – (dati Eurispes 2016)
  • Aumento della sensibilità dei consumatori verso l’aspetto “sicurezza” e “trattamento degli animali da allevamento”.

OBIETTIVI DELLA CAMPAGNA

  • Rilanciare il consumo di uova e carne di coniglio alimenti sani, sicuri e nutrienti;
  • Svecchiare l’immagine dei due prodotti;
  • Estendere la platea dei consumatori soprattutto ai giovani;
  • Favorire l’inserimento di questi alimenti nelle diete associandoli ad un “giusto ” consumo e ad un “corretto” stile di vita;
  • Rassicurare i consumatori rispetto al sistema di tracciabilità e sicurezza dei prodotti in Italia
  • Contrastare i pregiudizi e tabù legati al consumo di questi prodotti.
  • Mostrare come il consumo di uova e carne di coniglio consenta a persone normali di migliorare notevolmente le proprie performance fino a compiere imprese eccezionali.
  • La normale quotidianità si trasforma e le persone diventano eroi pronti ad affrontare, con una marcia in più, le “imprese” di ogni giorno.

La campagna pubblicitaria partirà sia sui canali televisivi che radiofonici. In contemporanea la campagna sarà pubblicato su giornali su giornali e siti come la Cucina Italiana, Cucina Moderna, Giallo Zafferano, Sale&Pepe, Fattoincasadabenedetta. Verranno poi distribuiti depliant informativi e pieghevoli con ricette facili e creative, nei mercati rionali, in 800 punti vendita.

Qui vi alleghiamo il pieghevole con le ricette che ha elaborato la chef Ines Bertini del ristorante Hostaria Luce a Trastevere. Sono piatti deliziosi, facili e creativi che chiunque può replicare per presentare una cucina leggera e salutare per tutti grazie anche all’alta digeribilità.

uova_ricette_pagina_2 uova_ricette_pagina_1 coniglio_ricette_pagina_2 coniglio ricette e uova ricette

INFO NEI PUNTI VENDITA

E’ prevista un’azione di informazione capillare che coinvolge 800 Macellerie di tutta Italia.

Tale iniziativa è stata realizzata con la collaborazione con FIESA Confesercenti e Asso Macellai

Sono state identificate 16 SEDI TERRITORIALI

TORINO -GENOVA-LA SPEZIA-BERGAMO -PADOVA CESENA­PARMA-FERRARA-PESARO-CHIETI FIRENZE-ROMA-NAPOLI – BARI – REGGIO CALABRIA – PALERMO per la distribuzione di RICETTARI E LOCANDINE

Per ciascuna città capoluogo di provincia sono state coinvolte 50 macellerie.

Chef Ines Bertini è la creatrice delle 10 ricette.

Questi alcuni dei piatti, del depliant, presentati dalla chef il giorno della conferenza stampa

 

La Crostata di Nocciola tonda gentile di Faleria

torta di nocciola gentile

torta_-nocciola-tonda-gentile

La Crostata di Nocciola Tonda Gentile è un dolce tipico di Faleria (VT).

FALERIA è un paese a 40 Km da Roma situato nella provincia di Viterbo tra la s.s. Flaminia e la s.s. Cassia. Circondata da un lato dal massiccio monte Soratte, in un territorio abbastanza conosciuto per le testimonianze storiche, Faleria si trova a soli 15 Km dall’antica Falerii Veteres distrutta dai romani nel 241 a.C.

Dal punto di vista economico, Faleria nasce con vocazione prevalentemente agricola. Le campagne circostanti sono coltivate a oliveto e noccioleto. Le tecniche di coltivazione assolutamente BIOLOGICE e la lavorazione artigianale, assicurano la massima genuinità  dell’olio e la massima qualità delle nocciole.

Quasi tutta la produzione della Nocciola, della qualità “tonda gentile” e “nocciola rosa”   è destinata alla vendita per l’industria dolciaria nazionale ed estera. Ha costituito per lungo tempo l’unica risorsa economica per gli agricoltori. Per questo motivo tutte le ricette dei dolci tradizionali del paese, che le nonne ci hanno tramandato, sono rigorosamente a base di nocciole: tozzetti – amaretti – morette – croccanti – tartufi.

nocciola tonda gentile del Viterbese

Abbiamo scelto le nocciole locali dalla produzione di Andrea Baroni. Andrea è un giovane imprenditore agricolo che, tra tradizione e futuro, si è inserito con coraggio, come tanti giovani, nel mondo dell’agricoltura. Fin da piccolo ha respirato il profumo della campagna e ne ha intuito il grande potenziale. Questo settore è in grado di dare prospettive ed opportunità, perché saldamente legato alle qualità che identificano il nostro Paese: la storia, la tradizione, il cibo. Quindi ha deciso di  fare dell’azienda agricola a conduzione familiare, situata a Sant’Angelo in Faleria e coltivata con fatica dal papà, la sua attività prevalente  con passione, innovazione e professionalità.

Andrea Baroni

Andrea conduce l’azienda, i cui i terreni sono coltivati a oliveto e noccioleto, secondo le norme che regolano l’agricoltura biologica, perché il biologico è una sua scelta di vita. Ponendo al centro dei suoi interessi il benessere, la salute dell’uomo, degli animali, della terra ha scelto un percorso biologico abbracciando e favorendo uno stile di vita sostenibile per sé e per gli altri in un’ottica di un futuro migliore per tutti. La raccolta di nocciole si fa indicativamente per tutto il mese di settembre. Alcune colture possono portare a maturazione i propri frutti già dalla seconda metà del mese di agosto. In ogni caso, per avere la certezza della maturazione delle nocciole bisogna solo attendere la caduta dei primi frutti, a questo stadio la maggior parte di essi sarà pronta per la raccolta. Per raccogliere le nocciole, fino a qualche anno fa, si procedeva manualmente. Oggi la raccolta è puramente meccanizzata e prevede l’impiego di apposite macchine raccoglitrici. La praticità di queste macchine sono le due spazzole ruotanti sul davanti, atte a radunare le nocciole cadute a terra e un grande tubo aspiratore che le convoglia ad un accessorio rotante per una prima pulitura, dividendo le nocciole da foglie, terra ed eventuali sassi.

macchina lavorazione nocciole
Dopo la raccolta vengono convogliate in una macchina pulitrice e fatte essiccare al sole per alcuni giorni per toglierne l’umidità. Poi, nelle ore notturne vengono riportate all’interno per poi riesporle la mattina seguente. In questo modo le nocciole possono essere conservate a lungo.

Vengono poi trasportate e consegnate alle cooperative di produttori. Con le organizzazioni associative già esistenti sul territorio, contribuiscono poi alla concertazione dell’offerta, al miglioramento del prodotto  e all’integrazione della filiera, operando ai primi livelli del canale commerciale.

Dal punto di vista della varietà, la nocciola  coltivata da Andrea Baroni,  è quella specifica della zona del Viterbese e quindi la TONDA GENTILE ROMANA che risulta molto apprezzata dalle industrie di trasformazione.

La ricetta proposta è tipica di Faleria e  ci è stata donata dalla mamma di Andrea, Daniela, che ha mantenuto le tradizioni familiari.

CROSTATA DI NOCCIOLE

  • 1 uovo intero
  • 1 tuorlo
  • 150 g di zucchero
  • 150 gr di burro
  • 300 g di farina
  • 1 cucchiaino di lievito Bertolini
  • limone grattugiato
Ingredienti per la base:
  • 350 g di nocciole tostate e macinate
  • 300 g di zucchero
  • 3 uova
  • 80 g di mandorle amare (o una fialetta di essenza alla mandorla)
  • 1 bicchiere di Amaretto di Saronno
  • limone e arancia
Ingredienti per la copertura

Esecuzione

Per la base si procede come per la pasta frolla classica. Per la copertura: tostate le nocciole in forno a 180° per 15/20 min. Procedete alla macinazione nel frullatore o meglio nella grattugia elettrica in modo che rimangano pezzetti piccoli di nocciole. Montate i tuorli con lo zucchero e, a parte, montate le chiare a neve. Unite al composto le nocciole e amalgamare bene, versate il bicchiere di Amaretto di Saronno, la buccia di limone e arancia grattugiata, le mandorle amare macinate (o la fialetta di mandorla amara) e, per ultime, le chiare montate a neve. Mettete la teglia in forno, già caldo, a 180/200° per 35/40 minuti.

 

collage_crostata