BEVIAMOCI SUD, IL I FESTIVAL DEI ROSSI DEL SUD ITALIA

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BEVIAMOCI SUD, IL PRIMO FESTIVAL DEI GRANDI ROSSI DEL SUD ITALIA

Arriva a Roma, il 1° e il 2 di febbraio, la prima edizione di Beviamoci Sud,

il primo festival dei grandi rossi del Sud d’Italia.

Presso il Radisson Blu Hotel, attraverso banchi di assaggio e seminari tematici, operatori e appassionati di tutto il mondo potranno scoprire e degustare le eccellenze vinicole del sud nell’evento BEVIAMOCI SUD.

Dopo due edizioni di “Aglianico a Roma”, segnate da un grande successo di pubblico, l’agenzia Riserva Grande, Luciano Pignataro ed Andrea Petrini (Percorsi di Vino), hanno deciso di ampliare ulteriormente la sfida creando per la prima a volta in Roma il primo festival dei vini del Sud Italia che sarà suddiviso in due momenti, uno legato ai rossi e uno legato ai bianchi e rosati.

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SAPORE DI PONZA – Alla scoperta di EEA, esclusiva, elegante, autentica

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Ponza e vigneto di Biancolella

SAPORE DI PONZA – Alla scoperta di EEA, esclusiva, elegante, autentica – Torna dal 13 al 15 settembre a Ponza la II Edizione della manifestazione diffusa, nata per la valorizzazione delle risorse autoctone e delle eccellenze agroalimentari tradizionali dell’isola. Saranno tre le giornate alla scoperta dell’isola tra piatti tipici come la parmigiana di cactus e prodotti come la bottarga di pesce spada e il tonno alalunga sott’olio. Non solo cibo ma anche trekking, storia, archeologia e la vendemma del Biancolella, insomma una ventina di proposte per svelare ai turisti una Ponza a 360°.

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Le navi romane del Lago di Nemi: si cerca la terza nave romana di Caligola

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LE NAVI ROMANE DEL LAGO DI NEMI FORSE NON ERANO SOLO DUE: NEL LAGO SI CERCA LA TERZA NAVE FATTA COSTRUIRE DALL’IMPERATORE CALIGOLA.

Le navi romane del lago di Nemi  costituiscono un esempio unico di imbarcazioni cerimoniali da parata, dei veri e propri palazzi galleggianti più che natanti veri e propri.
Le navi risalgono al periodo dell’imperatore Caligola (12-41 d.C.) e rappresentano un esempio importantissimo di tecnica navale romana.
Svetonio descrive le navi romane di Caligola nelle «Vite dei Cesari»: «Dieci file di remi, la poppa brillante di gioielli, ampi bagni, gallerie e saloni, sempre rifornite di gran varietà di viti e alberi da frutto»

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Caligola aveva un profondo interesse per la marineria e una grande e capacità di avvalersi di tecnici competenti; la testimonianza più significativa sono proprio le due navi che l’imperatore fece costruire e ormeggiare nel lago di Nemi. Lunghe 70 metri e larghe 20 avevano funzione di Palazzo l’una e di nave cerimoniale l’altra. Caligola si ispirò a precedenti esempi di età ellenistica, le navi infatti sono considerate la naturale prosecuzione in età romana degli spettacolari Navigli descritti da Moschione – tecnico navale – e Callistino. Le navi romane di Nemi hanno senza dubbio la ricchezza fuor di misura dell’apparato decorativo della villa e del santuario costruiti sulla sponda del Lago, per questo realizzazioni pressoché ineguagliabili. Costruite in legno, accanto agli strumenti propri dell’ingegneria navale, sono stati recuperati arredi e suppellettili di lusso propri dell’architettura stabile dei palazzi e delle residenze di prestigio, erme bifronte e una transenna di bronzo, mosaici, colonne di marmi vari, lastre di terracotta figurata impiegate per decorare le pareti.

Per ospitare le due gigantesche navi imperiali di Caligola, recuperate nelle acque del bacino tra il 1929 e il 1931, venne costruito, tra il 1933 e il 1939 sulla riva settentrionale del lago, il MUSEO DELLE NAVI ROMANE di Nemi. Fu il primo museo in Italia e forse in Europa ad essere costruito in funzione del suo contenuto: due scafi delle misure rispettivamente di metri 71,30 x 20 e m 73 x 24.

Fu distrutto da un incendio nel 1944, lo stesso in cui andarono drammaticamente perdute le due navi cerimoniali, riaperto nel 1953 e poi chiuso nel 1962. Nel 1988 fu definitivamente riaperto con un nuovo allestimento in cui l’ala sinistra è dedicata alle navi. Sono esposti alcuni materiali scampati all’incendio, come la ricostruzione del tetto con tegole di bronzo, due ancore, il rivestimento della ruota di prua, attrezzature di bordo originali o ricostruite, (una noria, una pompa a stantuffo, un bozzello, una piattaforma su cuscinetti a sfera). Sono inoltre visibili due modelli delle navi in scala 1:5 e la ricostruzione in scala al vero dell’aposticcio di poppa della prima nave, su cui sono state posizionate le copie in bronzo delle cassette con protomi ferine.  Inoltre è visibile un tratto di basolato romano inglobato nel museo, il clivus birbi, che da Ariccia conduceva al santuario di Diana.

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L’incendio del museo, provocato dalle truppe tedesche in ritirata durante l’ultimo conflitto mondiale, ha distrutto uno degli esempi più completi di architettura navale. Non esistono fonti che parlano di un’opera così importante che sicuramente non passò inosservata, una “damnatio memoriae”che ha condannato Caligola e le sue opere all’oblio.

In questi giorni è stata avviata ufficialmente e alla presenza di molti giornalisti e autorità, una nuova ricerca di una ipotetica TERZA NAVE di CALIGOLA.
Il Sindaco Alberto Bertucci, il 5 Aprile, ha infatti dato il via ufficiale alla ricerca della terza nave romana di Caligola, alla presenza della Direttrice del Polo museale del Lazio Edith Gabrielli, di Luigi Dattola, geologo del Centro Geologia e Amianto dell’Arpacal, del Comandante della Guardia Costiera Roma e Provincia di stanza a Fiumicino Fabrizio Ratto Vaquer, del Nucleo subacquei dell’Arma dei Carabinieri, dell’architetto Giuliano Di Benedetti.

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Qui tutte le foto.
Qui e qui i video di presentazione del progetto

Il Nucleo subacquei dell’Arma dei Carabinieri, scandaglierà per una settimana le acque del lago di Nemi alla ricerca della nave. Luigi Dattola, coordinerà la ricerca per cui verrano utilizzati un “side scan sonar” per realizzare la mappatura del fondale, e un “sub bottom profiler”, sistema che permette di identificare la sequenza litostratigrafica presente sul fondale e consente di ottenere profili fino a quattro metri al di sotto del fondale.

Nella seconda la fase si elaboreranno i dati per trovare elementi a sostegno della presenza della nave romana che potrebbe essere occultata da strati di limo e detriti. Se tracce dell’imponente nave non si trovassero, l’operazione avrà comunque permesso di eseguire una attenta analisi del fondale lacustre e la sua mappatura.
Abbiamo seguito in barca l’inizio della mappatura con il“side scan sonar”, fino al punto più profondo del lago, in cui si ipotizza che si trovi la terza nave.

L’ipotesi della presenza di una terza nave è sostenuta dall’architetto Giuliano Di Benedetti. Basandosi su documenti antichi, lo studioso ha trovato elementi che fanno pensare che Caligola fece costruire tre navi sul lago di Nemi. La terza imbarcazione, molto più grande delle altre due recuperate nel 1929 e poi distrutte nel 1944 dall’incendio del Museo delle Navi, sarebbe addossata alla costa del lago che “guarda a levante” cioè dalla parte opposta a quella dove furono rinvenute le altre due. Leon Battista Alberti la esplorò verso il 1460 con l’aiuto di esperti nuotatori genovesi. Gli allievi di Leonardo da Vinci, grazie ad una campana da lui ideata, nel 1512 riuscirono a scendere sott’acqua ed a vedere la nave. Le misure rilevate da l’ingegnere militare bolognese Francesco De Marchi nel 1535 e da Leonardo Bufalini erano notevolmente diverse da quelle delle due navi recuperate. Quindi – conclude l’architetto – la nave indicata da Leon Battista Alberti, Leonardo da Vinci, Francesco De Marchi, Leonardo Bufalini e Annesio Fusco era un’altra, la terza. Molto più grande e posta ad oltre un chilometro di distanza dal punto in cui furono ritrovate le altre due.”

Qui L’architetto Di Benedetti ci illustra le foto dell’ipotetico fasciame della nave cercata.

Non resta, quindi, che aspettare i risultati dei rilevamenti eseguiti in questa settimana di ricerche, e se qualche nuovo indizio dovesse avvalorare l’affascinante tesi dell’architetto Di Benedetti, inizierà una fase “che potrà finalmente svelare la misteriosa leggenda della terza nave”, come sottolinea il Sindaco, Alberto Bertucci.

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Bibliografia
AA.VV., Caligola. La trasgressione al potere, Gangemi editore
AA.VV., Sulle tracce di Caligola: Storie di grandi recuperi della Guardia di Finanza,Gangemi editore
AA.VV., Ai confini di Roma: Tesori archeologici dai musei della provincia, Gangemi editore
Sitografia
http://www.beniculturali.it/mibac/opencms/MiBAC/sito-MiBAC/Luogo/MibacUnif/Luoghi-della-Cultura/visualizza_asset.html?id=151036&pagename=157031

A Roma la IV edizione di Simposio 2015 -Trionfo del gusto –

Simposio 2015

Si è svolta a Roma, nello scorso week end, la IV edizione di Simposio 2015- Trionfo del Gusto – complici la splendida cornice del Palazzo delle Fontane all’EUR ed il tepore di quelle uniche, ben auguranti e soleggiate giornate delle più classiche ottobrate romane.
Una bellissima e lunga carrellata di prodotti eno-gastromici italiani di qualità, dalla pasta, ai dolci, ai salumi e i formaggi, al tartufo il tutto condito con diversi oleifici e bagnato da innumerevoli cantine capace di provocare svariate, contrastanti, forti e piacevoli sensazioni.

Poche parole per sintetizzare ciò queste due giornate hanno lasciato di questo intenso percorso di degustazione attraverso l’eccellenza enogastronomica italiana: la voglia di comunicare, far conoscere e trasmettere la passione, l’amore e tradizione e la storia per ciò che ognuno dei produttori investe nella propria attività e realtà.

E questo fondamentale e trainante elemento è forte a partire dall’organizzazione – Taste Factory – che rinnovata nella società, ha centrato, in poco più di due mesi di vita, il suo obiettivo: promuovere le piccole e grandi  aziende enogastronomiche italiane di qualità offrendo opportunità di incontro e di crescita.

Tra le novità introdotte in questa IV edizione di Simposio 2015  – Trionfo del Gusto – i cooking show articolati in due appuntamenti – 13.30 e 18.30 – realizzati dagli Chef Danilo Compagnucci e Nicoletta Di Rossi che ci hanno deliziati con finger food preparati con alcuni dei prodotti presenti alla kermesse:

Crema di ricotta di bufala (Loffredo S.N.C.), ciauscolo ( La Bottega del re Norcino) e composta di fichi (Luigi Lazzaris & Figlio) aromatizzata allo spumante Best Brut (Az. Vinicola Falesco S.r.l.)

Quenelle di gorgonzola dolce e slices di pera con aceto balsamico al cioccolato 
(Gusto & Gusto di Maria Triolo) 

Filini di patate in olio extravergine di oliva (Az. Agr Principe Pignatelli di Monteroduni S.r.l), burro aromatizzato al sale marino integrale alla salvia (Gusto & Gusto di Maria Triolo) e lamelle di tartufo estivo (Savini Tartufi S.r.l. )

Crema di mascarpone al caffè con brutti ma buoni (I Dolci Sogni di Nonno Ugo S.r.l.s.) allo spumante Best Brut (Az. Vinicola Falesco S.r.l.)

L’introduzione del nuovo brand “Lusso e Gusto”, ideato dalla giornalista Katia La Rosa, per digitalizzare il made in Italy” attraverso la realizzazione di una piattaforma web multimediale che porta in rete le eccellenze del made in Italy disaggregandole su scala territoriale che  faccia emergere ed esaltare tradizioni, usi e costumi delle regioni italiane.
Con Lusso e Gusto nasce anche  “Lusso e Gusto Adwards” che ha voluto premiare nell’occasione la qualità – eccellenza, marketing e sostenibilità – di alcuni dei produttori presenti:
Olio extra vergine di oliva Azienda Agricola Principe Pignatelli di Monteroduni (MOLISE): estratto a freddo, ottenuto direttamente da olive autoctone del Molise solo mediante procedimenti meccanici, è caratterizzato da un bassissima acidità che ne fa l’ideale condimento; è prodotto nelle 3 tipologie Classico, Molise D.O.P. e Biologico.
Sapor Maris (LAZIO) o meglio di Ladispoli dove prodotti ittici locali – dalla ricciola alla palamita al tonno –  o quelli esteri di altissima qualità  vengono affumicati con una lavorazione tutta a mano.
Spirito Contadino  (PUGLIA) racchiude nelle verdure tutta la tradizione della coltivazione contadine pugliesi : qualità in linea con la cucina moderna per le verdure surgelate ed in crosta di farina di grano.
Tutto il sapore ed i profumi  della cucina siciliana concentrato nei condimenti di Gusto e Gusto Trimar : dal balsamico al cioccolato – provare per credere ! – all’olio ed il sale affumicati.

Impossibile fermarsi a scoprire tutte le realtà presenti, dalla Sicilia al Friuli, passando per il Lazio, il Molise ed Piemonte tanto per citare alcune Regioni; dal  pastificio artigianale di Roma Lagano  alla bufala di MozzaRè  prodotto con latte di bufala italiano proveniente da Roma e Viterbo presente in tantissimi punti vendita della Capitale e con la recentissima introduzione del gelato genuino con lo stesso latte di bufala.
Il cioccolato dei Fratelli De Martini – i cuneesi da quelli al rum a quelli al limone o i gianduiotti classici e fondenti ci hanno letteralmente prese per la gola.
L’incontro con il Friuli ed un prosciutto cotto proposto con del rafano in listarelle dell’Azienda Dentesano  ci ha incantate con la storia del salumificio che parte già dal lontano 1950; il pecorino proposto da Cau&Spada nel Montefeltro un vero e proprio percorso degustativo e, per un’amante del formaggio come me, un piacere e un gusto unici.
La carrellata di varietà di prosciutto crudo del prosciuttificio del Friuli DOK Dall’Ava una miniera di profumo, aroma, dolcezza e sapore diversi, dal San Daniele D.O.P. a quello affumicato al “jamon iberico” lavorato con la tecnologia italiana.

Siamo tornate a casa soddisfatte delle tante realtà dell’eccellenza enogastronomica italiana conosciute, della perfetta riuscita dell’evento, della grandissima efficienza, simpatia, disponibilità e cordialità di tutto il nucleo di Taste Factory: dall’amministratore unico dr. Alessio Ranaldi, al fondatore del format Daniele Ventura alla dott.sa Ivana Feliziani PR e Ufficio Stampa dell’Azienda e della solarità, simpatia e competenza della chef Nicoletta Di Rossi.
Ed ora si pensa già al nuovo evento : Solstizio d’estate.