LAZIO PREZIOSO 2020 : ARRIVA L’ANTEPRIMA

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LAZIO PREZIOSO 2020 RINVIATO A DATA DA DESTINARSI
Cancellata l’iniziativa in programma domenica 1 marzo a Roma
La rivista Cucina & Vini, organizzatrice di Lazio Prezioso 2020, già in programma domenica 1 marzo presso il The Westin Excelsior Rome, annuncia che l’iniziativa è rinviata a data da destinarsi.

Di seguito la dichiarazione, con le motivazioni di tale scelta, di Francesco D’Agostino, direttore di Cucina &Vini:
“A malincuore annunciamo di aver deciso di rinviare la manifestazione Lazio Prezioso 2020, che era prevista per la giornata di domenica 1 marzo presso The Westin Excelsior Rome. Al di là dei fatti che attualmente vedono Roma relativamente coinvolta in termini di contagio, la non serenità di tutti ci porta a rinviare l’evento a un momento più sereno che auspichiamo arrivi al più presto”.

 

 

LAZIO PREZIOSO 2020: DOMENICA 1 MARZO, DALLE ORE 14.30 ALLE 22.30,
PRESSO IL THE WESTIN EXCELSIOR ROME, IN VIA VITTORIO VENETO, 125

Terza edizione del grande evento dedicato alle eccellenze enogastronomiche della regione con la formula 2 in 1:
banchi d’assaggio wine e food per il pubblico,
esclusiva Anteprima per gli addetti ai lavori dei vini in fase di commercializzazione.

Domenica 1 marzo 2020, dalle ore 14.30 alle 22.30, le splendide sale del The Westin Excelsior Rome – in Via Vittorio Veneto, 125 – apriranno le porte per la terza edizione di Lazio Prezioso, l’evento dedicato alle eccellenze agroalimentari della regione, promosso dalla storica rivista Cucina & Vini.

Una grande degustazione, aperta al pubblico di appassionati e addetti ai lavori; decine di banchi d’assaggio che ospiteranno alcune delle migliori aziende vitivinicole delle province di Roma, Viterbo, Rieti, Frosinone e Latina. Ai vini sarà abbinata un’accurata selezione di prodotti gastronomici made in Lazio; dai salumi ai formaggi, passando per conserve e altre golose sorprese. Tutti i prodotti disponibili in degustazione, sia wine che food, saranno acquistabili sul posto.

Ma la vera novità dell’edizione 2020 di Lazio Prezioso è rappresentata sicuramente dalla nascita di un’Anteprima, che diventa quindi momento fondante della kermesse.

Un’interessantissima opportunità per tutta la stampa specializzata: gli enotecari, i ristoratori e gli operatori di settore  potranno dunque degustare, comodamente seduti in un’apposita sala, le nuove annate dei vini in procinto di andare in commercio, sia già imbottigliati che in corso di maturazione in vaso vinario (prove di vasca).

“Da ormai diversi anni – sottolinea Francesco D’Agostino, direttore di Cucina & Vini – la qualità nel vino è un valore condiviso e diffuso presso i produttori del Lazio. Molto è stato fatto anche a livello istituzionale per promuovere e divulgare le etichette regionali. Ma a nostro giudizio mancava un appuntamento ‘su misura’, studiato sia per il pubblico di appassionati che, ancor di più, per il trade. Lazio Prezioso nasce per colmare questo gap e si propone come punto di incontro tra le aziende, il pubblico e la ristorazione, esattamente come avviene nel resto d’Italia per alcune delle più importanti realtà vitivinicole del Paese. Con Lazio Prezioso finalmente anche il Lazio enoico ha la sua meritata Anteprima”.

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Lazio Prezioso 2020
Domenica 1° Marzo
Hotel The Westin Excelsior Rome
Via Vittorio Veneto, 125

Dalle ore 14.30 alle 22.30
Costo ingresso: € 15 (include il calice di degustazione e la sacca porta bicchiere)
Ingresso ridotto € 10 per associati AIS, ARS, FIS, FISAR, ONAV. Per usufruire della riduzione è necessario mostrare la tessera associativa in biglietteria.

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BEVIAMOCI SUD, IL I FESTIVAL DEI ROSSI DEL SUD ITALIA

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BEVIAMOCI SUD, IL PRIMO FESTIVAL DEI GRANDI ROSSI DEL SUD ITALIA

Arriva a Roma, il 1° e il 2 di febbraio, la prima edizione di Beviamoci Sud,

il primo festival dei grandi rossi del Sud d’Italia.

Presso il Radisson Blu Hotel, attraverso banchi di assaggio e seminari tematici, operatori e appassionati di tutto il mondo potranno scoprire e degustare le eccellenze vinicole del sud nell’evento BEVIAMOCI SUD.

Dopo due edizioni di “Aglianico a Roma”, segnate da un grande successo di pubblico, l’agenzia Riserva Grande, Luciano Pignataro ed Andrea Petrini (Percorsi di Vino), hanno deciso di ampliare ulteriormente la sfida creando per la prima a volta in Roma il primo festival dei vini del Sud Italia che sarà suddiviso in due momenti, uno legato ai rossi e uno legato ai bianchi e rosati.

La prima tappa di questo percorso alla scoperta delle vitigni e dei vini del Meridione d’Italia sarà Sabato 1 febbraio, dalle 14 alle 20, e domenica 2 febbraio 2018, dalle 11 alle 19 all’interno delle sale del Radisson Blu Hotel di Roma dove, attraverso banchi di assaggio e seminari tematici, operatori e appassionati di tutto il mondo potranno scoprire e degustare oltre 200 vini rossi provenienti da Campania, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e anche se, per omaggiare la nostra Regione di appartenenza, sarà ospitata una piccola delegazione di vignaioli del sud del Lazio. L’Evento vuole essere una promozione culturale dei territori enologici del sud.

In programma quattro imperdibili seminari che vogliono approfondire i vari terroirs; attraverso vini in comparazione e vari approfondimenti verranno messe in evidenza le caratteristiche peculiari delle diverse zone di produzione. Tutti i dettagli su https://www.facebook.com/events/537046073713118/

Programma di Beviamoci Sud

SABATO 1 FEBBRAIO 2020
ore 14:00. Apertura banchi di assaggio
ore 14:00. Seminario. Negroamaro e Primitivo. la Puglia di Gianfranco Fino.
ore 17:30. Seminario Sulle Ali Di Mercur
ore 20:00. Chiusura banchi di assaggio

DOMENICA 2 FEBBRAIO 2020
ore 12:00. Apertura banchi di assaggio
ore 14:00. Grandi Rossi del Sud
ore 17:00. Lo strano caso del Merlot in Irpinia. Verticale Storica di Patrimo di Feudi San Gregorio
ore 19:00. Chiusura banchi di assaggio

Modalità di acquisto dei biglietti di entrata
Ingresso alla manifestazione (banchi di assaggio): 25€
Ingresso alla manifestazione più un seminario: 45€
Ingresso alla manifestazione più due seminari: 70€
Per i seminari iscrizione obbligatoria: eventi@riservagrande.com

Convenzioni
Sommelier: 20€ (previa dimostrazione con tesserino valido anno corrente)
Soci Riserva Grande/EnoRoma 20€

All’ingresso della manifestazione è richiesta una cauzione di 5€ per il calice di degustazione. Tale cauzione verrà restituita al termine della degustazione, previa restituzione del calice.
Beviamoci Sud – Festival dei Vini Rossi del Sud Italia

Sabato 1 febbraio 2020 ore 14.00 – 20.00
Domenica 2 febbraio 2020 – ore 11.00 – 19.00
Radisson Blu Hotel, Via Filippo Turati 181 – Roma
Info e accrediti operatori: eventi@riservagrande.com

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Panettone Maximo, il I Festival del Panettone di Roma

Panettone Maximo

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IL PANETTONE “Maximo” DELLA PASTICCERA GRUÈ INCORONATO RE DI ROMA!

SEGUONO LE ECCELLENZE DI D’ANTONI, CANTIANI, LE LEVAIN, BOMPIANI!

GRANDE SUCCESSO DI PUBBLICO E CRITICA PER

PANETTONE MAXIMO, I° FESTIVAL DEL PANETTONE DI ROMA!

I migliori pasticceri della capitale si sono confrontate domenica 15 dicembre e una giuria d’eccezione ha eletto il miglior panettone artigianale tradizionale realizzato secondo disciplinare: la qualità è stata altissima e il panel di esperti ha avuto un compito difficile da assolvere.

Il vincitore è stato Gruè sia per la categoria tradizionale che nel tema libero al cioccolato. Per il panettone tradizionale, i migliori cinque di Roma sono stati D’Antoni, Cantiani, Le Levain e Bompiani mentre per il panettone al cioccolato Cantiani, Nero Vaniglia, Pompi e Barberini. Tutti, secondo la giuria, hanno espresso un prodotto di rara perfezione.

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È stato un Christmas Market di grande fascino e suggestione, tra degustazioni e vendita di panettoni, bontà enogastronomiche del territorio laziale, talk di approfondimento sul lievitato, show cooking di maestri pasticceri come Giuseppe Amato (La Pergola), Marco Nuzzo (Hassler Hotel), Marion Lichtle (Il Pagliaccio) e Antonella Mascolo (Verve al Dom) e la raccolta di dolci per il Bambin Gesù che ha avuto grande successo.

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Domenica 15 dicembre al Boscolo Circo Massimo si è tenuto Panettone Maximo, il 1° Festival del Panettone di Roma, organizzato dal magazine online MangiaBevi e RistorAgency, per celebrare questo meraviglioso prodotto artigianale che racchiude in sé tutto il calore del Natale. Hanno partecipato al contest le migliori pasticcerie di Roma che producono impeccabilmente questo dolce: tutte hanno espresso qualità assoluta, riuscendo a esprimere vera arte nelle loro preparazioni. La giuria è stata composta dai più autorevoli esperti del settore: Giuseppe Amato, pastry chef del ristorante La Pergola, Fabrizio Fiorani, miglior pastry chef d’Asia 2019, Fabrizio Donatone, Campione del Mondo Pasticceria 2015, Angelo Di Masso, pasticcere, Attilio Servi, pasticcere lievitista, Luigi Cremona, critico enogastronomico, Rossano Boscolo, chef e patron di Boscolo Circo Massimo, Valeria Maffei, redattore de Il Pasticcere, Marco Lombardi, giornalista de Il Messaggero, Nerina Di Nunzio, fondatore Food Confidential. A loro sono stati sottoposti i panettoni, privati dell’etichetta o di segni di riconoscimento e, al termine degli assaggi, hanno proclamato il vincitore assoluto, in entrambe le categorie, Gruè. A seguire, sul podio sono saliti, nella categoria tradizionali, D’Antoni, Cantiani, Le Levain e Bompiani mentre, per la categoria libera al cioccolato in testa alla classifica si sono posizionati Cantiani, Nero Vaniglia, Pompi e Barberini a pari merito. Premio speciale per il packaging è stato invece conferito dalla giuria di esperti a Casa Manfredi mentre, per la miglior comunicazione digitale è stato premiato Le Levain.

Oltre ai vincitori, le pasticcerie partecipanti sono state: Achilli Caffè, Antonini, Giuffrè, Marazza (Priverno), Panificio Nazareno, Panzini (Subiaco), Patrizi (Fiumicino) e Santi Sebastiano e Valentino, i cui prodotti messi in degustazione libera hanno raccolto grande plauso dal pubblico. Inoltre erano presenti in degustazione vini dolci e bollicine con Casale del Giglio e Poggio Le Volpi, liquori con Amaro Piccolo e Amaro Neri, il Chinottissimo e il buonissimo caffè Circi, tutte aziende laziali.

Questa prima edizione di Panettone Maximo è stata organizzata da Fabio Carnevali, editore, e presentata da Sara De Bellis, direttrice di MangiaeBevi che ha coinvolto adulti e bambini alla scoperta delle migliori produzioni artigianali di Roma in materia di grandi lievitati delle Feste.

Come preannunciato, è stato un incantevole Christmas Market di alto rango con i prodotti tipici per le feste, eccellenze enogastronomiche laziali e l’immancabile presenza di Babbo Natale, che è stato a disposizione dei più piccoli per divertenti foto ricordo.

Inoltre, Panettone Maximo ha dato l’opportunità di regalare un sorriso ai pazienti dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù grazie alla raccolta dei panettoni da consegnare alla casa famiglia Istituto delle Suore Francescane della Croce del Libano.

Il Panettone secondo il suo Disciplinare

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze il 22 luglio 2005 ha emanato un decreto intitolato “Disciplina della produzione e della vendita di taluni prodotti dolciari da forno” in cui specifica gli ingredienti obbligatori, quelli facoltativi ed il processo produttivo di alcuni dolci tipici tra cui panettoni, pandori, colombe e savoiardi. Lo stesso decreto definisce il panettone quale “prodotto dolciario da forno a pasta morbida, ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida, di forma a base rotonda, con crosta superiore screpolata e tagliata in modo caratteristico, di struttura soffice ad alveolatura allungata e aroma tipico di lievitazione a pasta acida”. Gli ingredienti principali devono essere: farina di frumento; zucchero; uova di gallina di categoria “A” o tuorlo d’uovo o entrambe, in quantità tali da garantire non meno del 4% in peso in tuorlo; percentuale di materia grassa butirrica non inferiore a 16; uvette e scorza di agrumi canditi (arance e cedri), non devono scendere al di sotto della soglia del 20%; lievito naturale costituito da pasta acida.

Il processo produttivo comincia con la preparazione del lievito madre di pasta acida a partire da un composto costituito da acqua e farina di frumento, acidificato dall’attività fermentativa di lieviti e batteri lattici provenienti da un impasto utilizzato nel ciclo produttivo precedente.

Non appena il lievito madre ha triplicato il suo volume vengono aggiunte le uova, il burro, lo zucchero e la farina e il tutto viene lasciato lievitare per circa 12 ore a T intorno ai 30°C fino a quando non si sia quadruplicato.

Una volta raggiunte le dimensioni definitive il composto subisce una seconda lavorazione, con l’aggiunta ulteriore di uova, farina, burro, zucchero, uvetta e canditi e dopo essere posto negli stampi viene lasciato lievitare nuovamente. Durante la seconda fase di lievitazione viene praticata la scarpatura, operazione tramite cui viene effettuata un’incisione a forma di croce sulla superficie dell’impasto in modo da favorire il rigonfiamento del panettone. Dopo la cottura, per circa 1h a 180°C, il dolce viene fatto raffreddare capovolto per almeno 10 ore.

 La Location

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Boscolo Circo Massimo è un Boutique Hotel con spazio eventi unico in quanto si sviluppa all’interno del Palatino e delle Mura Romane, proprio di fronte al Circo Massimo. Un vero e proprio museo a cielo aperto nel cuore del Centro Archeologico Monumentale, tra le mete preferite dai romani e dai turisti di tutto il mondo. I corridoi e le pareti della struttura, comprese quelle della Sala degli Eventi, sono patrimonio artistico e culturale del Palatino. Nella Corte principale dove si sviluppa lo spazio esterno, si trova l’abside di Santa Anastasia. La facciata, eretta nel tardo ‘600, funziona come maschera della struttura stessa, quasi un fondale scenografico: su di essa, a coronamento del motivo a oculi che caratterizza il cornicione, si trova la “mano di Cicerone” come ancora viene denominato questo calco in gesso. Il prospetto, in un gioco architettonico di pieni e vuoti, si sviluppa tra le finestre di varia geometria e le due porte laterali, tutte incorniciate a stucco con i gigli farnesiani. L’edificio fu infatti eretto come Monastero annesso alla limitrofa Chiesa di S. Anastasia. Una location suggestiva, colma di storia, che offrirà l’opportunità a tutti i partecipanti di visitare eccezionalmente la mostra sulla storia della cucina e della gastronomia italiana ideata dal noto chef Rossano Boscolo, proprietario dell’edificio.

I Media Partner

Roma Today, MangiaeBevi, Radio Radio, Gusto Sano, Bio Magazine, So Wine So Food e Food Confidential.

 

UFFICIO STAMPA

BORTOLAN & CARNEVALI

Belinda Bortolan

cell. 3357011993

belinda@bortolancarnevali.com

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Maritozzo Day 2019 – dedicata ai supereroi e supereroine

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MARITOZZO DAY 2019

Sabato 7 dicembre 2019 torna l’appuntamento con il Maritozzo Day. Giunto alla terza edizione, il Maritozzo Day è un evento organizzato da Tavole Romane che celebra la morbida pagnottella ripiena in varie declinazioni dolci, salate, classiche e innovative. Un dolce simbolo di Roma e più in generale del Centro Italia. Secondo antiche tradizioni era per alcuni il dono del fidanzato alla futura sposa, ripieno non solo di panna ma anche di un anello o di un oggetto d’oro, per altri il pretesto donato dalle ragazze in età da marito al più bel giovane del paese, che avrebbe scelto l’artefice del più buono.

Quest’anno l’iniziativa lancia la campagna benefica ‘E se partecipare fosse il tuo superpotere?’ a favore della Breast Unit dell’Ospedale Fatebenefratelli – Isola Tiberina di Roma.

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Dott.ssa Patrizia Frittelli, Direttrice della Breast Unit Fatebenefratelli-Isola Tiberina

ARRIVANO COSI’ I SUPEREROI A SOSTEGNO DEL MARITOZZO DAY 2019

Per evidenziare l’impegno solidale, quest’anno il Maritozzo Day lancia la campagna di comunicazione dedicata ai supereroi e alle supereroine. I grandi eroi sono le donne che combattono il tumore al seno, i medici che le curano, i familiari che le supportano, gli artigiani che mettono a disposizione questa prelibatezza gastronomica contribuendo al tempo stesso alla valorizzazione di questa tradizione e chi sceglie di partecipare al Maritozzo Day da appassionato, o semplicemente da curioso, donando il suo contributo per la causa. Anche un semplice euro e un semplice maritozzo possono fare di noi dei supereroi.

Maritozzo day 2019

Quest’anno, infatti,  l’evento sostiene  l’acquisto di un casco anticaduta dei capelli da utilizzare durante la chemioterapia per la lotta del tumore al seno. Grazie a una donazione minima da 1 euro in su, a fronte di ciascun maritozzo offerto dai locali aderenti fino ad esaurimento scorte, si potrà contribuire a questa importante causa. Chiunque potrà contribuire alla causa tramite bonifico:

IBAN: IT27Y0100503206000000002514

CAUSALE: Maritozzo Day per acquisto casco chemioterapia

INTESTATO A: SEZIONE ONLUS DELLA CASA GENERALIZIA DELL’ORDINE OSPEDALIERO SAN GIOVANNI DI DIO – FATEBENEFRATELLI

La raccolta fondi sarà interamente devoluta alla Breast Unit dell’Ospedale Fatebenefratelli.

Il Maritozzo Day è rosa per l’occasione benefica. Sul sito maritozzoday.it saranno indicati anche gli artigiani che offriranno un maritozzo “rosa” realizzato con farine poco raffinate, basso contenuto di zucchero o sostitutivi naturali, senza lattosio, con aggiunta di frutti rossi, semi e frutta secca. Una versione alleggerita della nota  pagnottella, adatta a essere consumata anche da persone che stanno attraversando un momento delicato di salute.

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Il Maritozzo Day è in crescita. Aumentano gli artigiani e i locali coinvolti nel 2019: sono circa 70 le attività partecipanti lungo tutta la Penisola.  Tanti i locali che offriranno più tipologie di maritozzi (dolci, salati, tradizionali con panna o uvetta nell’impasto, adatti a vegani, intolleranti al glutine) e diverse versioni saranno appositamente create per l’evento e proposte esclusivamente per il Maritozzo Day. Grazie al contributo di pasticceri, panificatori, chef e ristoratori uniti nel nome del maritozzo, l’obiettivo di quest’anno è superare di gran lunga il numero di maritozzi distribuiti nella passata edizione.

COME PARTECIPARE AL MARITOZZO DAY 2019 E COME DONARE

A partire dalle ore 10.00 del 7 dicembre 2019 i locali aderenti all’iniziativa omaggeranno i partecipanti con i loro maritozzi a fronte di una piccola donazione minima di 1 euro. Per prendere parte alla grande festa occorre collegarsi al sito  maritozzoday.it, consultare la lista degli esercenti aderenti all’iniziativa, anche su comoda mappa, e scaricare il coupon da mostrare sul telefono o stampato nei locali aderenti. Ogni partecipante potrà fruire di un maritozzo in ciascun locale.

La donazione potrà avvenire direttamente presso il locale versando in un apposito contenitore che rimarrà esposto per un mese (dal 7 dicembre 2019 al 6 gennaio 2020), una quota minima di 1 euro a maritozzo. Il ricavato da ciascun locale sarà devoluto completamente a favore della causa. Sarà possibile donare anche tramite bonifico bancario e anche acquistando le tazze dedicate alla specialità romana sul sito maritozzoday.it o presso i punti vendita che saranno indicati sui canali social e sul sito.

Inoltre, presso una serie di ristoranti, osterie e pizzerie – indicati sul sito dell’evento – tutti i maritozzi lovers potranno assaggiare anche dei maritozzi inediti o perché offerti dal locale per l’occasione o perché inclusi in carta per l’evento stesso.

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Organizzazione

Tavole Romane – ideatori e organizzatori della manifestazione

Media Partner

Dimensione Suono Roma

RomaToday

Partner Tecnici

Passion Fruit Hub Media Food

Slurp Design

 

Maritozzo Day 2019

Contatti

Sito: maritozzoday.tavoleromane.it

Evento Facebook: Maritozzo Day 2019

Instagram @maritozzoday

email: maritozzoday@tavoleromane.it

#maritozzoday19 #maritozzoday

 

UFFICIO STAMPA

Passionfruithub Media Food

Arianna Fusilli +39 349 7508566

Arianna Mauro +39 392 7436236

Mariolina Pepe +39 334 298568

Email: press@passionfruithub.com

www.passionfruithub.com

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Roma Hortus Vini. Festival dei vitigni autoctoni del Vigneto Italia

Roma Hortus Vini

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LUCA MARONI IN COLLABORAZIONE CON L’ORTO BOTANICO PRESENTA

“ROMA HORTUS VINI”, FESTIVAL DEI VITIGNI AUTOCTONI DEL VIGNETO ITALIA.

SOTTO UN CIELO DI UN MILIONE DI STELLE, DEGUSTAZIONI AL CHIARO DI LUNA DARANNO VITA A UNA FESTA TRA I PROFUMI DEI VINI E LA BELLEZZA DELLA NATURA.

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L’evento si svolgerà il 20, 21 e 22 giugno 2019, dove si degusterà, per la prima volta in Italia, una selezione dei Migliori Vini Italiani, frutto dei vitigni autoctoni, lavorati in purezza, impiantati nel Vigneto Italia, primo museo ampelografico italiano che ne raccoglie 155 varietà. 

ROMA, ORTO BOTANICO – 20-21-22 GIUGNO 2019

18:30 – 23:45 apertura al pubblico e inizio degustazioni libere (23:00 ultimo ingresso)

Il costo del biglietto di ingresso è di € 25. In omaggio il bicchiere e la tasca porta bicchiere. A disposizione del pubblico dei plaid per la degustazione guidata da Luca Maroni e un’area food a pagamento.

Luca Maroni, presenterà questo evento unico, per festeggiare il primo anno di vita del progetto “Vigneto Italia”, da lui voluto e realizzato insieme al Museo Orto Botanico – Università di Roma, La Sapienza in partnership con Vivai Cooperativi Rauscedo.

Luca Maroni ha voluto, infatti, creare questo evento per far scoprire i vitigni italiani e far assaporare i vini che ne sono prodotti. Il tema della riscoperta e della conservazione dei vigneti autoctoni è a lui molto caro avendo molto fatto per la rinascita dei vigneti sia nel caso della rinascita della vigna, prima, e del vigneto, poi, di Leonardo da Vinci, sia con questo progetto di ampio respiro.

Saranno tre giorni eccezionali in cui si potrà passeggiare per la prima volta nell’Orto Botanico di Roma che apre le sue porte al pubblico per mostrare ciò che ancora non si conosceva. Tre giorni di degustazioni libere dei vini monovitigno prodotti da una selezione delle migliori cantine italiane saranno arricchiti da performance artistiche e musicali e, per ognuna delle tre serate, ci sarà una suggestiva “Dégustation sur l’herbe” condotta da Luca Maroni. Durante la manifestazione ci saranno tanti piccoli punti con cibo street food (a pagamento) da gustare mentre si passeggia.

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Come sempre, la musica si accompagnerà al vino, seguendo delle jam session straordinarie.

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PROGRAMMA DELLA MANIFESTAZIONE

20 – 21 – 22 giugno 2019

  • 17:30 – apertura e accesso all’Orangery per il Convegno
  • 18:00 – inizio congresso in Orangery (SOLO SU INVITO)
  • 18:30 – apertura al pubblico e inizio degustazioni libere
  • 22:00 – degustazione guidata da Luca Maroni
  • 23:00 – ultimo ingresso
  • 23:45 – chiusura manifestazione

I CONVEGNI

Il contesto nel quale prende vita Roma Hortus Vini è di altissimo valore scientifico. L’apertura di ogni giornata di manifestazione sarà arricchita, infatti, da tre brevi convegni scientifici organizzati dalla Direzione dell’Orto Botanico – che è parte del Dipartimento di Biologia Ambientale dell’Università La Sapienza di Roma – dai nostri partner tecnici Vivai Rauscedo e da Luca Maroni. Il convegno sarà riservato a un nucleo selezionato fra i principali rappresentanti del mondo accademico europeo ed esponenti stampa e pertanto si potrà accedere all’Orangery solo tramite invito.

Doppiamente coinvolto nelle vesti di padrone di casa e di moderatore degli incontri sarà Fabio Attorre, attuale direttore del Museo Orto Botanico. Il Prof. Attorre è docente presso l’università Sapienza di Roma Dipartimento di Biologia Ambientale. Negli anni ha maturato esperienza in programmi di cooperazione ambientale: ha collaborato con gruppi di lavoro nazionali e internazionali per valutare lo stato di conservazione degli habitat ed elaborare strategie di conservazione efficaci. Insegna un approccio ecosistemico alla conservazione della biodiversità.

I temi delle tre sezioni del convegno saranno:

– La ricchezza ampelografica – Eugenio Sartori, Vivai Cooperativi Rauscedo

– La viticoltura biodinamica moderna – Leonello Anello

– Le varietà autoctone italiane e i sensi – Luca Maroni

Il Vitigno Italia – Primo museo ampelografico italiano

Vigneto Italia” è la prima raccolta ampelografica in Italia che raccoglie ben 155 vitigni autoctoni essendo il primo Museo Ampelografico italiano, provenienti da tutte le Regioni d’Italia. Non esisteva ancora in Italia (e nel mondo) un museo vivo che raccogliesse le principali varietà di uve autoctone nazionali pur essendo l’Italia il paese leader qualiquantitativo del mondo quanto a biodiversità della vite (circa 500 le varietà autoctone italiane attualmente riconosciute e/o censite), e più ancora essendo il nostro paese il leader qualiquantitativo mondiale della produzione con circa 50 milioni di ettolitri nel 2018.

L’idea di Luca Maroni è stata subito accolta positivamente dalla Direzione dell’Orto Botanico, e votata all’unanimità dal Consiglio del Dipartimento di Biologia Ambientale dell’Università La Sapienza di Roma, Ente proprietario cui spetta la gestione del Museo Orto Botanico. La base di rappresentatività di partenza è quella regionale, ovvero la selezione delle più importanti varietà autoctone di ognuna delle 20 regione italiane. 153 i vitigni selezionati per l’impianto di avvio. 2 il numero di piante per varietà, per un totale di 306 piante da porre a dimora nei 520 mq. dell’Orto Botanico destinati all’impianto del Vigneto Italia (vigna che è cinta dalle Mura Aureliane di Roma risalenti al 270 d. C.). La collezione è completata dalle 15 varietà d’uva straniere più celebri al mondo. Il vigneto è stato impiantato ed è condotto con tecniche di agronomia biodinamica, quindi con impatto ecologico-inquinante-chimico pari a zero. Responsabile dell’impianto, il Dottor Leonello Anello, massimo esperto italiano della viticoltura biodinamica moderna. Il partner tecnico principale dell’operazione è la VCR, Vivai Cooperativi Rauscedo, leader mondiale nel campo della vivaistica viticola, che ha aderito entusiasticamente al progetto, fornendo gratuitamente tutte le barbatelle e i portinnesti delle varietà autoctone selezionate per il primo impianto. Le viti sono state impiantate il 3 aprile del 2018, e godono tutte di ottima salute.

CHI È LUCA MARONI

Luca Maroni è un romano che ama le sue origini i cui toni vibranti si affacciano, nel momento scherzoso, nel suo coltissimo eloquio. È un ex astemio, divenuto per “pura volontà” (come lui stesso ama raccontare) degustatore di oltre 300.000 vini, per i quali si impose, quasi 3 decenni fa, di trovare un metodo oggettivo per comprendere il vino, i suoi profumi, la sua integrità, il suo equilibrio. Entrare in contatto razionale con la sua piacevolezza, arrivando a distinguere l’anima del frutto che lo ha prodotto, è il punto d’arrivo di un’analisi che può sembrare complessa e che invece è semplice e rigorosa. Il modo di raccontare la sua avventura, ancora in essere oggi, è pieno di passione e sensualità: il vino è vivente e ascoltarlo mentre ne parla è come arrampicarsi su colline sinuose, apprezzando la mineralità della terra, il profumo dell’erba tagliata, il succo di un’albicocca. È colui che, come Martin Lutero, ha eliminato l’officiante del rito: il rapporto tra l’uomo e il suo vino è diretto, senza intermediari. Perché questo fosse possibile, ha realizzato una ricerca pluriennale sulla relazione esistente tra la composizione chimico-fisica del vino e il suo comportamento sensoriale. Così è riuscito a determinare in una formula la struttura chimica della piacevolezza del vino che ne permette quindi la riproducibilità tecnica, come da anni per il resto dell’alimentare.  Ma non finisce qui. Luca Maroni è anche autore della voce “degustazione del vino” dell’Enciclopedia Treccani, è firma di produzioni radio, web e tv sul vino da Sky a La7, e, da ventiquattro anni, dell’Annuario dei Migliori Vini Italiani.

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Protagonista del re-impianto della vigna milanese di Leonardo da Vinci, ha anche ri-composto l’intero vocabolario del genio fiorentino. Sue le scoperte più innovative in tema di tensorialità, tra scienza e gusto, tema che tuttora domina la sua continua ricerca: ha infatti realizzato infatti la Ruota Sensoriale Sinestetica, che rappresenta un’orchestra di assonanze e corrispondenze tutte scientifiche, mai concepita prima. Tramite essa si possono esplorare le sensazioni, descrivendole in tutta la loro ricchezza: infatti la sinestesia è il fenomeno sensoriale-intellettivo consistente in una sensazione auditiva, e/o visiva, e/o olfattiva in concomitanza di una stimolazione-percezione di natura sensoriale diversa, ad esempio gustativa e/o tattile. Inoltre è l’ideatore e lo sviluppatore del primo museo ampelografico italiano VITIGNO ITALIA, presso l’Orto Botanico di Roma, in collaborazione con l’Università la Sapienza di Roma che ha realizzato con lui questo progetto così importante per la conservazione, lo sviluppo e la diffusione della conoscenza della cultura vitivinicola italiana che raccoglie ben 154 vitigni autoctoni che ormai è ad un anno dalla sua nascita.

CHI È FRANCESCA ROMANA MARONI – DIRETTORE GENERALE del Gruppo Luca Maroni

Gli esiti delle degustazioni di Luca Maroni – pubblicati sull’Annuario – divengono riconoscimento e grande festa condivisa in occasione degli eventi con lo stesso brand che parlano e respirano vino, cultura, arte e musica, la cui organizzazione è opera di sua sorella Francesca Romana Maroni, autrice di format culturali anche all’estero, nel nome dell’eccellenza, dell’accoglienza e del convivio. Forza propulsiva entusiasta e inesauribile dell’azienda, laureata in Metodologia della Critica dello Spettacolo, firma da oltre 30 anni progetti di creazione e di comunicazione: dalla moda con Gucci alla farmaceutica, passando per la finanza, la grafica, il turismo ed il mondo delle assicurazioni, ha sviluppato uno stile organizzativo del tutto personale, frutto di esperienza e di quel mix straordinariamente italiano fatto di tradizione, sperimentazione e contaminazioni.

La comunicazione l’ha studiata e fatta propria operando per anni anche in ambito televisivo: si è così impadronita dei meccanismi della divulgazione e dell’intrattenimento, assimilati grazie a traduzioni e adattamenti di centinaia di documentari e fiction televisive. Eppure, il suo karma più profondo e la mente naturalmente votata all’analisi l’hanno sempre richiamata all’ambito organizzativo e al suo talento innato di creare ordine e connessioni fra elementi disparati, così da realizzare al meglio gli obiettivi prefissati.

Per la filosofia operativa e la visione strategica di Francesca non esiste distinzione fra “chi si è, cosa si fa e come: noi tutti siamo quello che facciamo”. Per questo i suoi eventi sono la traduzione fisica dell’universo culturale e di gusto che condivide con il fratello ed in essi si depositano memorie, suggestioni e aspirazioni di un modo di ricevere caldo, avvolgente, sensibile. L’obiettivo è trasmettere agli ospiti la sensazione di essere accolti in un mondo dalle mille sfaccettature nel quale la sorpresa origina dalla curiosità, dalla semplicità e dal rispetto con cui si accolgono amici in casa propria e si condividono emozioni e sorprese inattese.

Questa sarà la cornice di Roma Hortus Vini che immagino di notte sarà ancora più suggestiva!

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Info

www.romahortusvini.comwww.imiglioriviniitaliani.comwww.lucamaroni.com

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Bignè di San Giuseppe

Bignè di San Giuseppe

Per la festa di San Giuseppe, un’antichissima tradizione invitava i friggitori ad addobbare le botteghe con gusto bizzarro e sfarzoso. Anche i friggitori improvvisati occupavano le strade con le loro attrezzature per creare all’istante le frittelle di pasta lievitate.

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IL CARNEVALE ROMANO E LA CORSA DEI CAVALLI BERBERI

carnevale romano

Théodore Géricault, Corsa dei Cavalli Berberi, 1817, Olio su carta applicata su tela, 60×45, Parigi, Musée du Louvre

Conoscete la Corsa dei cavalli Bàrberi?

E’ una tradizione che risale al Carnevale Romano, ma… andiamo con ordine.

Avvicinandosi i giorni di Carnevale nel corrente anno 1852, presso le intelligenze prese in oggetto con la suprema Autorità, è stato disposto, che abbiano luogo in tale circostanza i divertimenti delle corse, de’ festini e de’ cosi detti veglioni. Si è permesso ancora l’uso degli abiti da maschera… Si è però proibito affatto l’uso della maschera, e qualunque contraffazione sul volto, non solo con barbe finte, ma eziandio con tinture ed altri artifizi, si di giorno che di notte, ed in qualsivoglia luogo, tanto pubblico quanto privato, inclusivamente ai teatri, ai festini ed ai veglioni suddetti. Perché poi durante i divertimenti permessi nei medesimi giorni di Carnevale sia preservata la pubblica tranquillità dello Stato della Santa Sede Apostolica, e sieno mantenuti in ogni modo il buon ordine e la decenza, V.S. Illma e Rma sarà per adottare tutte quelle disposizioni, e tutti quegli ordini ch’Ella nella sua sagacità e prudenza credere a ciò opportuni e necessari….

Roma 3 gennajo 1852.
Il Vice Camerlengo della S.R.Chiesa
Ministro dell’Interno
Domenico Savelli

Il Carnevale Romano ha origini antiche che risalgono ai Saturnali, solenni feste di carattere popolare che si celebravano in onore di Saturno; nasce nel Medioevo e, durante il Rinascimento, diventa così popolare da richiamare gente che giungeva da fuori Roma per assistere ai festeggiamenti carnascialeschi che si svolgevano nelle piazze e nelle strade romane.

Il periodo di massimo splendore si ha dopo l’elezione di Papa Paolo II nel 1464; il Pontefice trasferisce la residenza pontificia a Palazzo Venezia e concentra i festeggiamenti in particolare a via Lata, l’attuale via del Corso.

Tutto il popolo era coinvolto nella celebrazione del carnevale romano con sfilate in maschera carri allegorici, tornei, giostre, la festa dei moccoletti e la corsa dei cavalli berberi (o barberi).
I Bàrberi sono i cavalli da corsa il cui nome deriva da Bàrberia, il territorio dei Bèrberi , ovvero il Marocco, l’Algeria, la Tunisia e la Libia, terre da cui provenivano gli animali migliori.
La corsa si svolgeva lungo via Lata, l’attuale via del Corso, per concludersi in piazza San Marco, l’attuale Piazza Venezia, dove i cavalli che correvano liberi, cioè senza fantino venivano ripresi.
L’avvenimento affascinava e coinvolgeva emotivamente i viaggiatori stranieri e gli artisti tanto che in molti lo hanno descritto nelle loro opere.

Goethe, che partecipò al carnevale del 1788, sottolineava la difficoltà di descrivere a parole l’atmosfera di quei giorni “una così grande e vivace massa di fenomeni sensibili dovrebbe essere percepita direttamente dall’occhio e osservata e afferrata da ciascuno a propria guisa”, e “il Carnevale a Roma non è una festa data al popolo, ma una festa che il Popolo da a se stesso. Il governo non fa nè preparativi nè spese. Non illuminazione non fuochi artificiali, non processioni splendide, ma un semplice segnale che autorizza ciascuno ad essere pazzo e stravaganti quanto gli pare e piace, ed annunzia che, salvo le bastonate le coltellate tutto è permesso”.

Descrive il suggestivo spettacolo, riportato poi nel suo Viaggio in Italia, “ i cavalli, secondo l’ordine sorteggiato, vengono condotti da stallieri in costume fra le transenne erette dietro la fune… gli stallieri usano tutta la loro energia e abilità per trattenerli… finalmente la fune si abbassa e i cavalli sfrecciano via… . A Palazzo Venezia, intanto, altri stallieri aspettano l’arrivo dei barberi entro un recinto chiuso dove li agguantano e li imbrigliano con perizia”.

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Théodore Géricault, Corsa di cavalli, 1816-1817. Olio su tela, 59,5×44,5, Baltimora, Walters Art Gallery

Alessandro Dumas, nella seconda metà dell’Ottocento, così descrive il clima di attesa e di euforia che si creava intorno all’attesissima corsa del carnevale romano : “I pedoni si addossano al muro dei palazzi, poi si ode lo scalpitio di molti cavalli ed un rumore di sciabole sguainate. Una compagnia di gendarmi percorre al galoppo e in tutta la sua lunghezza il corso, per far posto ai Barberi. Quando la compagnia arriva davanti a Palazzo Venezia, la detonazione di un’altra batteria di mortaretti annuncia che la strada è libera. Così subito, in mezzo ad un clamore immenso, generale, inaudito, si vedono passare come ombre sette od otto cavalli eccitati dalle grida di 300.000 spettatori e dalle castagne di ferro…”

Molti autori Goldoni, Belli, Gogol, Andersen, Dickens e tanti altri cercarono di restituire il clima di euforia collettiva che si respirava a Roma durante il Carnevale. Ma furono certamente gli artisti quelli che riuscirono a rendere con maggiore efficacia, i momenti salienti della festa, dalle mascherate, agli appuntamenti immancabili delle corse dei berberi, alla festa finale dei “moccoletti” e a trasmettere il clima di festa attraverso i loro dipinti.

Una attenzione particolare la voglio dedicare a un artista, autore di un’opera grandiosa e drammatica, “La zattera della Medusa”, che a Roma scoprì l’energia vigorosa di Michelangelo, la carica rivoluzionaria e l’accentuato realismo di Caravaggio, l’equilibrio e l’armonia di Raffaello: Théodore Géricault.
Nel periodo romano Géricault esplora le antichità ma viene soprattutto colpito dalla vita quotidiana, dalle feste, dagli uomini, dalle donne e studia gli artisti del Rinascimento. Nascono da questi interessi i bozzetti della corsa dei cavalli Barberi, e Uno si distingue nettamente da tutti gli altri. Si tratta della Cattura di un cavallo selvaggio nella campagna romana.

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Théodore Géricault, Cattura di un cavallo selvaggio nella campagna romana, 1816. Olio su tela, 60,5×48,5, Rouen, Musée des Beaux-Arts

Il soggetto rappresenta il momento della ripresa di cavalli e trasfigurato seguendo le suggestioni del clima classicista dell’ambiente artistico romano. La scena viene proiettata nel passato in un mondo classico ideale e senza tempo. Il contrasto fra l’orizzontalità del dorso del cavallo e della porzione dipinto lasciata al paesaggio e l’inclinazione dei giovani che catturano l’animale selvaggio e cercano di immobilizzarlo trattenendolo per la testa, per la criniera, e per la coda danno una sensazione di forza e movimento alla scena in cui i personaggi e il paesaggio sullo sfondo sono tratteggiati in maniera sintetica. La lezione della pittura rinascimentale è fortemente presente.

Nella corsa dei cavalli berberi, come in molte sue opere, si fondono l’antico e il moderno, le architetture classiche, le forme michelangiolesche e gli eventi della strada nella loro contingenza.
A stento gli uomini forti e vigorosi, riescono a trattenere i cavalli. L’immagine mette in scena la tensione, la contrapposizione dei corpi, lo sforzo, la compressione dell’energia che sta per esplodere. Un dinamismo fremente, incontenibile, eccessivo secondo i canoni classici.

Il pubblico assisteva dalle tribune costruite vicino alla partenza,  lungo la via Lata o dai balconi, adornati con drappi, che davano sulla via, o dalle pendici del Pincio. Prima della partenza i barbareschi trattenevano i cavalli frementi che, al momento dello sparo, si lanciavano lungo la via per raggiungere piazza San Marco, dove venivano a fatica catturati dai barbareschi.

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Théeodore Gericault, La corsa dei cavalli ribelli, la ripresa, 1817. Olio su carta apllicata su tela, 61×45, Lille, Musée des Beaux-Arts

Erano momenti spettacolari e così pericolosi che nel 1874, con l’avvento dei Savoia, si abolirono per sempre le corse, segnando così l’inizio del declino del Carnevale romano.
Durante il Carnevale di Ronciglione, a testimonianza di questa tradizione, per lungo tempo si è svolta la corsa dei cavalli a vuoto, da due anni non si corre più..

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Simposio 2015 Trionfo del Gusto

Simposio 2015 Trionfodelgusto

Il 3 e 4 ottobre a Roma, nel Salone delle Fontane , si terrà la quarta edizione di “Simposio 2015 Trionfo del Gusto”, un percorso di degustazione dedicato all’eccellenza enogastronomica italiana per conoscere il lavoro dei produttori e scoprire veri e propri capolavori conosciuti e affermati nel mondo. “Simposio 2015 Trionfo del Gusto” è un evento organizzato da tasteFactory con il patrocinio del Comune di Roma. Due giornate dedicate alla scoperta dei profumi, colori e sapori della nostra terra, con degustazione diretta nei tavoli di esposizione, dei prodotti di oltre 150 aziende provenienti da tutta Italia: vini, oli,formaggi, salumi, tartufi,confetture, miele, prodotti da forno e liquori.
“Simposio si configura come una vetrina capace di valorizzare la cultura italiana dell’alimentazione attraverso la ricerca di profumi e sapori unici e di creare i presupposti per la visibilità di tutte quelle realtà enogastronomiche di eccellenza presenti sul territorio” ha spiegato Alessio Ranaldi, amministratore unico di TasteFactory, la società organizzatrice di Simposio.   L’obiettivo è quello di promuovere le aziende enogastronomiche italiane di qualità offrendo opportunità di incontro e di crescita, ha dichiarato Daniele De Ventura, storico fondatore del format.
Il programma della manifestazione prevede anche seminari di approfondimento su specifiche tematiche gastronomiche e relative al vasto mondo del vino e alcune novità di quest’anno: un angolo dedicato al “Cooking show”che si articolerà in due performance giornaliere in cui gli chef Danilo Compagnucci e Nicoletta di Rossi, aiutati dagli studenti di un istituto alberghiero, prepareranno una serie di assaggi con i prodotti delle aziende presenti e spiegheranno i vari passaggi dell’esecuzione. La presentazione del nuovo brand “Lusso e Gusto” da un’idea di Katia La Rosa, la realizzazione della prima edizione “Lusso e Gusto Awards ” in cui una giuria di addetti ai lavori e specialisti del settore premierà la “qualità” delle aziende presenti e la partecipazione di “Cacio e Pepe”, una realtà dello street food.

SimposioTrionfodelgusto

Programma:

Sabato 3 Ottobre
10:00 – Apertura spazi espositivi per operatori
13:00 – Apertura spazi espositivi per appassionati
13:30 – Cooking Show
18:30 – Cooking Show
20:00 – Chiusura Ingressi
20:30 – Chiusura spazi espositivi

Domenica 4 Ottobre
10:00 – Apertura spazi espositivi per operatori
13:00 – Apertura spazi espositivi per appassionati
13:30 – Cooking Show
18:30 – Cooking Show
20:00 – Chiusura Ingressi
20:30 – Chiusura spazi espositivi

Ingresso:
Appassionati: 20 Euro calice incluso
Operatori del settore: 6 Euro calice incluso

Roma 3 – 4 ottobre 2015
“Salone Delle Fontane”
Via Ciro il Grande 10/12

Aziende partecipanti
tasteFactory

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