PICINISCO COCKENZIE ANDATA E RITORNO: “I CIACCA” E IL MATURANO

LA STORIA DEL RITORNO A PICINISCO DELL’AVVOCATO SCOZZESE CESIDIO DI CIACCA PER RIAPPROPRIARSI DELLE SUE RADICI, FAR RIVIVERE IL BORGO “I CIACCA” DELLA SUA FAMIGLIA E RECUPERARE IL MATURANO,  VITIGNO STORICO DELLA VALLE DI COMINO.

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Cesidio Di Ciacca torna a Picinisco, in Ciociaria, un paese che domina la Valle di Comino.

È una valle antica la Valle di Comino; ha il confine segnato dalle cicatrici della linea Gustav del fronte della seconda guerra mondiale; è punteggiata dalle postazioni militari dei mitraglieri; ma nulla può intaccare la sua bellezza.

Cesidio non è nato in questa bellezza ma era il suo mondo. È voluto tornare per conoscere il profumo e stringere tra le mani la terra di questa valle. La stessa valle che ha visto passare giovani artisti francesi, tedeschi e inglesi, sconosciuta tappa del Grand Tour, per andare a Sud;  che ha visto partire i giovani, a fine Ottocento, diretti in Scozia e in Irlanda dove hanno aperto negozietti di “Fish and chips” e gelaterie. È il più grande esodo migratorio della storia moderna europea quello degli italiani. A partire dal 1861 sono state registrate più di ventiquattro milioni di partenze, strappi di intere famiglie, ferite profonde.

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Anche il nonno Cesidio e la moglie Maria Lucia, tutti e due di Picinisco, del borgo “I Ciacca”, si trasferiscono in Scozia; il 26 gennaio 1920 parte Cesidio alla volta della Gran Bretagna, stabilendosi a Cockenzie, un piccolo paese di pescatori nei pressi di Edimburgo, in Scozia; l’anno successivo, lo raggiungono la moglie e i due figli, uno dei quali è Johnny, il papà dell’avvocato Di Ciacca. I nonni Cesidio e Marietta tornano regolarmente a Picinisco, in particolare a I Ciacca in autunno, per il tempo della vendemmia. Nonna Marietta porta con sé ogni volta un nipote creando così un forte legame con la terra d’origine, un legame inscindibile che fa portare le radici degli avi dentro di sé.

Sentimento di nostalgia e bisogno di integrazione nel nuovo Paese, a cominciare dal nome  dato ai figli che diventa inglese nei paesi anglosassoni, o spagnolo in Sud America. Ma Cesidio no, degli otto nipoti è l’unico che ha un nome italiano, le sue radici, il suo nome, un destino?
Più scozzese o più italiano? Tutti e due, le radici crescono dentro di noi, e, come afferma Giovanni, il figlio “ con doni speciali”, il “very Media Star” della famiglia, si è fortunati perché si hanno due vite, la scozzese e l’italiana.

Cesidio Di Ciacca, è un signore gentile, un gentleman, e un affermato avvocato che è nato e ha vissuto a Cockenzie. La nostalgia delle sue radici e la voglia di far tornare a nuova vita il borgo dei suoi genitori, lo hanno spinto a tornare a Picinisco e a produrre un vino con un vitigno autoctono laziale a bacca bianca di recente riscoperta e originario della Valle di Comino: il Maturano.

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Nasce così, nel cuore del parco Nazionale d’ Abruzzo Lazio e Molise, alle pendici del monte Meta, nel piccolo comune di Picinisco, la Società Agricola I Ciacca.
Inizialmente Cesidio e la moglie Selina acquistano a Picinisco un edificio che diventerà un bellissimo albergo diffuso, ma di questo parlerò dopo. Due anni dopo acquistano l’intero borgo cinquecentesco de I Ciacca, che porta il nome della stirpe di Cesidio e dove la sua famiglia, secondo il registro dei battesimi della Chiesa di San Lorenzo, ha vissuto per almeno 500 anni.

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L’acquisto dell’intero borgo de I Ciacca e del terreno che lo circonda, non è impresa facile perché, disabitato dal 1970, abbandonato alla natura e invaso dai rovi, era stato frazionato in tante piccole particelle: nel tempo i proprietari, appartenenti a 11 diverse famiglie, erano diventati 140 e le particelle 200!

Ma Cesidio non si ferma, acquista le terre incolte e le mette a posto; acquista il borgo e ristruttura gli edifici mantendone la memoria storica; a testimoniare il grande amore per la sua famiglia e la sua terra, Cesidio ricorda gli usi antichi di quelle stanze attraverso utensili e suppellettili dell’epoca; uno degli ambienti è colmo di pubblicazioni su Picinisco, una biblioteca sulla storia del paese e del borgo attraverso documenti, opere, saggi, cronache, foto; ci sono anche i libri scritti dalla sorella Mary sulla storia della famiglia, sulla loro cultura e sulla loro cucina.

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Decide di impiantare un vigneto e di costruire una cantina, ma a Cesidio le cose semplici non piacciono, così sceglie un’uva autoctona, storica, il Maturano. Quando l’enologo Alberto Antonini, il cui nome gli viene suggerito dal cognato, proprietario di una premiata enoteca in Scozia, ascolta il progetto di Cesidio formula una equazione: Scozia + Lazio + Maturano = pazzo. Ma Cesidio segue la tradizione perché i suoi studi sul Maturano dimostrano che da sempre è coltivato in zona, con il sistema della vite maritata di tradizione etrusca.

L’analisi del DNA e gli studi dell’ARSIAL hanno precisato che geneticamente non è riconducibile ad altro vitigno conosciuto e nel 2009 viene iscritto nel Registro nazionale delle varietà di vite. Ci racconta Cesidio che un documento del 1595 per il Duca d’Alvito, appartente alla Famiglia d’Este, a proposito del Maturano recita che  Picinisco fa “…li migliori vini del Contado, sono li vini bianchi, sottili et buoni, molto simile di colore, et di bontà àli chiaretti, dicono che pas(sato) l’altro anno, diventano più amabili et molto migliori.” Ci mostra poi una mappa in cui ha riportato le viti rimaste, in piccoli appezzamenti,in un’area di un km quadrato.

Nel 2013, dunque, il vigneto viene impiantato, a mano con barbatelle realizzate con tralci forniti da vicini contadini. Il Guyot è il sistema di allevamento. La scelta del biologico è sposata fin dal principio: il terreno in cui non erano mai state usate sostanze chimiche e non coltivato da 50 anni doveva rimanere in armonia con la natura circostante. Non viene irrigato e non si usano altre sostanze se non quelle del passato, una miscela di rame e zolfo.

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Nel 2017 la prima vendemmia che riserva una sorpresa: i grappoli sono di due tipi. Dopo consulti, studi e due analisi di laboratorio si è giunti alla conclusione che le uve sono diverse solo morfologicamente ma hanno lo stesso DNA, per cui sono state identificate come Maturano come “maschio e femmina”.

In cantina, completata nel 2018, la vinificazione prevede la fermentazione spontanea del mosto ad opera dei lieviti indigeni; la temperatura viene rigorosamente controllata durante tutto il processo di fermentazione; vengono utilizzati serbatoi in inox e in cemento non vetrificato internamente ma trattato con acido tartarico. Le poche barrique sono utilizzate per la vinificazioni di uve a bacca nera conferite in cantina, per una sperimentazione sull’uva Giulia, altro autoctono aggiunto nel Registro regionale delle varietà di uva nel 2020, infine per una piccola quantità di un sorprendente Maturano passito, Essenza, ottenuto da uve lasciate appassire all’aria fino a 6 mesi.

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Nel 2020 viene inaugurata la sala degustazione dove abbiamo sorseggiato tre stili del Maturano: Nostalgia, Sotto le Stelle e Filosofia,un macerato sulle bucce. Il Maturano ha colore giallo paglierino con riflessi dorati che diventa più carico negli anni; al naso è intenso e complesso: alle eleganti note di frutta gialla, ananas, papaia, pesca, banana, associa note balsamiche e cenni di spezie. Il sorso è pieno, sapido, minerale, elegante, con note di frutta ed erbe aromatiche e un lungo finale. Tutti e tre gli stili del Maturano, nella loro diversità hanno dimostrato doti di longevità, equilibrio, eleganza, buona persistenza gustativa e personalità, ma l’annata 2017 è emersa per complessità ed eleganza.

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Nel Borgo non si produce solo vino, seguendo la tradizione del luogo; Cesidio ha reimpiantato antiche varietà di alberi da frutta da cui ricava conserve, ha recuperato gli ulivi secolari per la produzione di olio, ha una produzione di miele. Altri progetti sono in fase realizzazione, tra questi la scuola di cucina Nonna Selina e il progetto “Orto” dedicato ai giovani adulti disabili.

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L’edificio acquistato da Cesidio nella parte più antica del paese, cui ho accennato prima, è stato trasformato in un elegante albergo diffuso, “Sotto le Stelle”. Un accurato restauro ha reso leggibili i differenti paramenti murari, i vari corpi e le relative epoche di realizzazione e lo ha perfettamente inserito nel contesto locale. Sono state ricavate delle suite con grande attenzione ai materiali, arredate con gusto e con dettagli curati: archi inquadrati dalla pietra a vista, finestre che come grandi quadri mostrano la valle e spingono lo sguardo fino all’orizzonte. Gli spazi esterni sono un successione di terrazze e aree verdi dove si può sostare per fare colazione o ammirare la valle, un riferimento costante.

Cesidio ci ha fatto scoprire anche interessanti realtà locali che contribuiscono alla valorizzazione del territorio in questo fermento che lui stesso ha avviato:
Villa Inglese, un ristorante e boutique B&B in una bellissima villa Belle Époque, che si affaccia sulla Valle di Comino;  il restauo di Ben Hirst e della compagna Gaynor Moynihan, ne ha presevato l’originalità, lasciando gli stucchi e i parati.  Gaynor Moynihan ti accoglie con grazia; lo Chef Ben Hirst ti coccola con la sua raffinata cucina che esalta gli eccellenti prodotti della montagna appeninica. Ben, nato in Inghilterra, vive e lavora in Italia da venticinque anni; ha lavorato nelle cucine di alcuni dei più grandi chef europei, tra cui ristoranti stellati Michelin.

L’Azienda Agricola Pacitti che produce ottimi formaggi dal latte di animali che pascolano in libertà, utilizzando caglio naturale; sono il Pecorino di Picinisco DOP, il Conciato di San Vittore, la Marzolina.  I formaggi si possono degustare e acquistare nella “Caciosteria”, nella Piazza di Picinisco, il “salotto” con il “Balcone sulla valle”, come è la definì H.D.Lawrence.

Picinisco e la Valle di Comino hanno tanto da offrire; Cesidio Di Ciacca, la moglie Selina, i  figli Giovanni e Sofia stanno contribuendo alla promozione di questo territorio e al rilancio dell’economia locale.
Cesidio è un uomo gentile ma determinato, innamorato e fiero della sua terra,  consapevole del valore del Maturano e del territorio che lo genera.


I Ciacca- Sotto le Stelle

Via Giustino Ferri 1 – 03040 Picinisco (FR)
Tel: +39 342 9465890

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Sono architetto insegnante e appassionata di arte e da sempre amo cucinare. http://mmmbuonissimo.blogspot.it/ https://www.laziogourmand.com

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