Uova in trippa, sì! Ma alla romana!

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Le uova in trippa! Una bontà! Uno di quei piatti così semplici dei quali ce ne stiamo completamente dimenticando, ma che portano gioia in tavola. Semplici ingredienti sempre presenti in casa, velocità d’esecuzione e palato felice! 

E se Giaquinta aggiunge “alla romana” alla ricetta, Ada Boni le reputa di gran lunga più buone delle francesi Oeufs à la tripe, peraltro fatte con uova sode, sugo e besciamella!! Qui siamo in tripudio di sapore genuino! Il nome deriva dalle striscioline delle frittatine che venivano condite con sugo e… per ingannare ancora di più il palato, il piatto veniva insaporito con foglioline di menta e pecorino o parmigiano. La ricetta affonda le sue radici nella cucina povera romana.

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Per le frittatine

  • 2 uova a persona
  • qualche cucchiaio di latte
  • parmigiano
  • prezzemolo

Inoltre:

  • sugo (d’umido, finto, semplice… avanzato o fatto a momento, come meglio preferite)
  • foglioline di menta e pecorino (o parmigiano secondo i gusti)
Ingredienti

Uova in trippa alla romana

Preparazione delle Uova in trippa alla romana

La preparazione di questa ricetta è estremamente semplice. Si tratta di preparare delle frittate non troppo alte di spessore, tagliarle a striscioline a imitazione della trippa e farla insaporire in un sugo che prepariamo al momento o ricicliamo da un avanzo:

  1. Preparare delle frittatine sbattendo le uova con sale e pepe, qualche cucchiaio di latte, il parmigiano e il prezzemolo tritato.
  2. Lasciarle raffreddare e tagliarle a striscioline
  3. Preparare un sugo come meglio ci aggrada, d’umido, finto o semplica.
  4. Ripassare le striscioline di frittata nel sugo e per finire aggiungere un po’ di pecorino romanoe foglioline di menta.

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Velocità d’esecuzione, ottimo sapore e scarpetta assicurata! Le uova in trippa non tradiscono mai! Sono ottime calde o fredde, a seconda del periodo e delle circostanze. Insieme a una insalata di lattuga croccante e un buon bicchiere di vino sincero portiamo in tavola una cenetta veloce, ma appagante, anche dopo una giornata… che sembra non finir mai!

 

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frittata alla burina

Frittata alla burina
Il termine “burino”, in dialetto romanesco si riferisce al contadino, colui che viene dalla campagna. Oggi è anche sinonimo di persona rozza, a volte volgare.
La frittata alla burina, piatto preparato con i tipici prodotti della campagna romana, lattuga e pecorino, porta alla mente proprio i contadini. Erroneamente si pensava che provenisse da “buro – burini”, cioè burro, venditori di burro. In realtà da una ricerca più attenta salta fuori che deriva dal latino “buris-is”, ovvero il manico dell’aratro in riferimento ai braccianti della Romagna, all’epoca dell’appartenenza al territorio dello Stato Pontificio, ingaggiati come lavoratori stagionali nell’Agro Romano, come riporta Fernando Ravaro nel suo “Dizionario Romanesco” un’opera con oltre 11.000 voci, 18.000 citazioni di autori di ogni tempo, più di 7000 locuzioni e forme tipiche, frutto di un ventennio di studi, osservazioni, ricerche.  E quindi mi fido!

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