Il saltimbocca alla romana è l’unico secondo piatto, nella cucina nazionale, a poter vantare una ricetta discussa e approvata da un’assemblea di cuochi, riuniti in “Costituente”. Ciò avvenne nel lontano 1962, a Venezia, nel salone centrale di palazzo Grassi.
In questa sede i cuochi aderenti all’associazione di categoria decisero di discutere le ricette, frase per frase un pò come si fa in Parlamento per gli articoli di legge. Il relatore che si occupò della ricetta del saltimbocca fu Luigi Carnacina, ex direttore di grandi alberghi, esperto di cucina e autore di molti ricettari. La parola saltimbocca è uno di quei nomi fantasiosi che il pubblico accetta volentieri per ciò che evoca ed è caro, per questo motivo, ai gestori dei ristoranti. Una preparazione facilissima ma molto gustosa ecco da qui il nome…un pò come dire uno tira l’altro! In pratica uno di quei piatti dove elaborando pochissimi ingredienti si riesce a rendere saporite delle fettine di carne magra. Se lo vediamo nell’ottica attuale possiamo affermare che il saltimbocca è una specie di precursore del fast food, inserito più per il nome che per la sostanza, nella cucina laziale.
Fave col guanciale alla romana
Da tempi immemorabili le fave sono il legume principe della cucina romana e la ricetta de le fave col guanciale alla romana ne sono la sua massima espressione.
La primavera è il periodo di raccolta della fava, e non manca mai il carretto fermo sulle strade con il suo raccolto prelibato. Tant’è che è usanza tradizionale celebrare il 1° maggio facendo scorpacciate di fave fresche con il pecorino romano! Soprattutto con quelle più piccoline e tenere. Quelle di media grandezza trovano largo utilizzo in cucina, come la ricetta delle fave col guanciale alla romana, accompagnata per l’occasione da una poesia in dialetto romanesco del poeta Roberto Ortenzi, apparsa tempo fa su “Il cucchiaio d’argento”. Ne traspare tutto il legame che il popolo romano ha da sempre verso questo versatile legume.
La preparazione, come tutti i piatti romani di origine popolare, è molto semplice.
Il segreto per la perfetta riuscita delle fave col guanciale alla romana è quello di utilizzare fave freschissime e cuocerle appena liberate dal loro baccello, altrimenti tendono a prendere un colorito brunastro e a indurirsi.
600 g di fave romanesche fresche prive del baccello 100 g di guanciale tagliato a pezzi 1 piccola cipolla tritata 3 cucchiai di olio extravergine di oliva sale e pepe q.b.
Preparazione
Tritate finemente la cipolla e soffriggetela insieme al guanciale tagliato a tocchetti non eccessivamente piccoli, insieme all’olio. Aggiungete le fave prive del baccello insieme a qualche cucchiaio di acqua. Salate e pepate. Se le fave sono fresche si cuoceranno a puntino in circa 15 o 20 minuti.
Accompagnate il nostro piatto di fave col guanciale alla romana, con un buon vino dei Castelli Romani e una fetta di pane casareccio e avremo un contorno di gusto assicurato!
Facioletti a corallo cotti a crudo
L’ingrediente principe della ricetta dei facioletti a corallo cotti a crudo è il fagiolino a corallo, il “facioletto” come viene chiamato dalle nostre parti.
E questa è la classica ricetta che si tramanda da madre a figlia, andando indietro nel tempo…i “facioletti de mamma” o quelli di nonna e ancora indietro! Continue Reading
Fagiolino a corallo
Il fagiolino a corallo è una varietà di fagiolini, tipici del Lazio.
Presenta il baccello verde, piatto e largo, all’interno del quale si trovano fagioli in embrione. Continue Reading
Lacne e fagioli
Lacne e fagioli: la Minestra della tradizione setina, ovvero di Sezze Romano, in provincia di Latina. Una pasta e fagioli particolare, cucinata con le lacne. Le lacne altro non sono che dei maltagliati di sola farina e acqua. Una pasta povera senza l’uso di uova che in tempi passati non sempre erano facili da reperire tra la povera gente. Oggi qualcuno le prepara anche con l’uovo, ma questa ricetta conserva la peculiarità di pasta fatta in casa senza uova. La particolarità di questo piatto sono i fagioli cannellini che non devono assolutamente essere tenuti a bagno! Provare per credere! Una delizia!
La crostata con le visciole
con la pasta frolla romana di Ada Boni
Quando io ero piccola la marmellata con le visciole non la volevo proprio, perché dicevo che era aspra… E invece oggi trovo che proprio questa caratteristica renda la crostata con le visciole così buona. Un po’ di contrasto con quella frolla dolce, friabile… Ci sta proprio bene.
Roma vista dal drone
Ada Boni
Ada Boni: una piccola grande percorritrice dell’arte culinaria
Le ricette romane di Ada Boni su Lazio Gourmand
Crostata con le visciole
Pollo in padella
Peperoni in padella
Pollo coi peperoni
Pizza di pastella e fiori di zucca
Pizza di pastella e fiori di zucca. Invitante vero? A chi lo dite!!
Ogni volta che mi capita di vedere in vendita dei bellissimi fiori di zucca, penso a questa gustosa e facilissima pizza di pastella e fiori di zucca. La chiamo pizza solo perchè la pastella invece di avvolgere il fiore per essere fritto, diventa la base per poterci affogare voluttuosamente i fiori aperti…
La dieta di Aldo Fabrizi
Sei a dieta? Sei depresso o avvilito perché a dieta? Leggi le strofe de la dieta di Aldo Fabrizi: la sua simpatia, la sua filosofia, la sua romanità ti fanno sorridere e tornare il buon umore
Doppo che ho rinnegato pasta e pane,
so’ dieci giorni che nun calo, eppure
resisto, soffro e seguito le cure…
me pare ‘n anno e so’ du’ settimane.
Nemmanco dormo più, le notti sane,
pe’ damme er conciabbocca a le torture,
le passo a immagina’ le svojature
co’ la lingua de fòra come un cane.
Ma vale poi la pena de soffrì
lontano da ‘na tavola e ‘na sedia
pensanno che se deve da morì?
però de fronte a ‘sto campa’ d’inedia,
mejo morì co’ la forchetta in mano!








