Pasta e fagioli

pastaefagiol_evi

Pasta e fagioli! Ditemi a chi non piace pasta e fagioli! Vero è che, con la consapevolezza acquisita nel tempo, anche grazie ad una diffusa informazione nutrizionale che bombarda le persone in ogni dove, i legumi in generale, hanno acquisito una rilevanza significativa nella nostra alimentazione. Soprattutto come veri e propri sostituti delle proteine animali!Essì perché proprio di proteine stiamo parlando ma vegetali.

Continue Reading

Condividi

Cococciata

Cococciata

Un piatto povero la Cococciata, buono come solo i piatti poveri sanno essere. Povero perché quello che si aveva in casa si utilizzava per cucinare: le zucchine le forniva l’orto, le uova le galline, il formaggio le pecore e il pane era sacro e non si buttava, mai, ma si consumava con zuppe o piatti come questo.

Continue Reading

Condividi

Zucchine Ripiene alla Romana

zucchine ripiene

Le Zucchine Ripiene alla Romana! Ancora oggi uno dei piatti preferiti di casa. Mia mamma le prepara ancora e sono sempre uguali, tutto a occhio e sempre lo stesso sapore! La massima espressione questo piatto la raggiunge con le zucchine dell’orto, dolci, tenere…una vera delizia.

Continue Reading

Condividi

Borgo DiVino a Nemi con le migliori cantine laziali

Nemi

CastelliExperience e Comune di Nemi presentano la seconda edizione di Borgo DiVino, con i migliori vini e le migliori cantine del Lazio

La manifestazione si terrà il 7 e l’8 maggio nel centro storico di Nemi. Con la partecipazione di wineOwine, FISAR e le migliori cantine della regione

Continue Reading

Condividi

Amatrice e il Lago di Scandarello

Panoramica Monti della Laga

Panoramica Monti della Laga

Dopo Borbona e il Fagiolo Borbontino non poteva mancare il secondo mini tour ad Amatrice.

Non solo patria dei famosissimi spaghetti all’Amatriciana ma luogo di rara bellezza incastonato tra Umbria, Marche e Abruzzo circondata da rilievi che superano i 2400 m. con la il Monte Gorzano (la vetta più alta del Lazio) e il romantico Lago di Scandarello.

Continue Reading

Condividi

Bignè di San Giuseppe

Bignè di San Giuseppe

Per la festa di San Giuseppe, un’antichissima tradizione invitava i friggitori ad addobbare le botteghe con gusto bizzarro e sfarzoso. Anche i friggitori improvvisati occupavano le strade con le loro attrezzature per creare all’istante le frittelle di pasta lievitate.

Continue Reading

Condividi

Frittata con i carciofi

Frittata con i carciofi1

Il carciofo soprattutto nel Lazio gode di un apprezzamento senza pari. Siamo consapevoli che esistono diverse varietà ma il nostro cimarolo o romanesco è il nostro simbolo! “A noi non ce toccate er cimarolo!” così mi ha detto ieri un pittoresco signore al Mercato Ostiense mentre li stava sistemando con cura. Tutti sappiamo che pulire un carciofo non è cosa da poco, bisogna avere “la mano”, l’esperienza perchè il carciofo ha delle foglie molto dure e di difficile masticazione. Personalmente l’ho sempre visto fare da mia madre e col tempo l’ho imparato anche io ma ho affinato questa tecnica andando a scuola di cucina dalla mia chef Necci Bertini che oltre a pulirlo ci ha insegnato a pulirlo benissimo, perchè al “cliente o commensale” non puoi dare in bocca delle cose da dover poi eliminare. Mamma invece da brava massaia lo “capava” bene ma senza andare troppo al cuore perchè sennò si sprecava troppo carciofo, per cui ero abituata a “ciancicare e sputare” ciò che era troppo asciutto. Il gusto che c’era però nel ciancicare e sputare!!!! Si poteva fare solo a casa, ovviamente!

Continue Reading

Condividi

Castagnole sabine

Castagnole sabine

Castagnole sabine

Ogni anno a Carnevale le ricette di dolci fritti impazzano nelle rete. Chiunque ha la sua ricetta più o meno di famiglia, alcuni fanno voli pindarici per cercare di essere originali con rivisitazioni di ogni tipo ma alla fine i classici vincono su tutti. Il nostro intento è quello di farvi conoscere le ricette e le storie di un tempo, quelle scovate nei vecchi libri e nei foglietti ingialliti dal tempo e dagli schizzi delle mille fritture subite.

Per questa ricetta delle Castagnole sabine mi sono affidata a Maria Giuseppina Truni Palomba, una signora originaria di Borbona che, solo casualmente, ho scoperto grazie ad internet mentre facevo ricerche sulle origini di alcune ricette sabine. La signora Truini ha scritto un bellissimo libro di ricette che si chiama “La Cucina Sabina” (Franco Muzzio Editore).
E’ una raccolta di ricette e di racconti, piccole poesie e ritornelli insomma le sue fonti sono state l’Ente Provinciale del Turismo di Rieti, un’archivio privato di un Ristorante “La Palazzina” di Rieti e le signore, sì proprio quelle che hanno sempre cucinato “a occhio” in barba alla cucina attuale, e sono Ezia, Maria Gabriella, Enza, Severina, Rossana ed Egidia.

Ecco le prove di alcune delle “fonti” da cui la signora Truini ha tratto ispirazione per il suo libro La Cucina Sabina:

La Cucina Sabina

Queste semplici Castagnole sabine si differenziano dalle ricette attuali perchè la parte grassa della ricetta è l’olio extravergine di oliva.

Questo è il motivo della loro morbidezza che rimane anche da fredde. Di solito il burro che si usa nelle ricette comuni dà una gran fragranza da calde, ma una volta fredde diventano dure e poco gradevoli. Provatele sono semplici e anche veloci dal momento che si formano come gli gnocchi, a tocchetti. Vi riporto la ricetta originale del libro e fra parentesi vi allego le mie modifiche

3 uova 3 cucchiai di olio di oliva (io extravergine di oliva) 5 cucchiai di zucchero 1 bustina di vanillina 1 bustina di lievito in polvere per dolci la buccia grattugiata di 1 limone 1 bicchierino di rhum farina q.b. (lo so, è complicato ma l’ho pesata per voi circa 400 g) olio di oliva per friggere (io, olio di semi di girasole)
Castagnole sabine

Preparazione delle castagnole sabine 

Sulla spianatoia impastate gli ingredienti tutti insieme in modo da ottenere un composto piuttosto tenero. Mettete la pasta in un angolo della spianatoia spolverizzatelo di farina e copritela con un piatto rovesciato. Prendete ogni tanto un pezzetto e fatene dei bastoncini, come se doveste fare gli gnocchi. Tagliate ogni bastoncino a pezzetti di un paio di centimetri. Friggeteli in abbondante olio di oliva bollente (io, olio di semi di arachide). Scolateli, spolverizzateli subito di zucchero. Freddi sono più buoni che caldi.

NOTA
Nota: Come già scritto vi ho riportato la ricetta originale ma voglio aggiungere che dovete procedere al solito modo con la “fontana” di farina sulla spianatoia (non è specificato nel testo) e aggiungete tutti gli ingredienti, impastate, ma la pasta deve rimanere molto morbida quasi al limite “dell’appiccicoso”. Per far si che ciò non accada, aggiungete poca farina sulla spianatoia ma non troppa, non fatevi tentare, ne va della morbidezza del prodotto finale. Per l’olio di frittura, oggi si consiglia l’uso dell’olio di semi di girasole che ha un maggiore tenuta alle alte temperature. L’olio extravergine di oliva sarebbe il migliore ma ne penalizzerebbe il gusto e l’inevitabile pesantezza.
Condividi

Minestra di broccoli con l’arzilla

Minestra-di-Broccoli-e-Arzilla-605x1024evi

In omaggio a questo Principe dell’inverno vi voglio proporre una ricetta tipica laziale, una ricetta che ho visto spesso fare in casa la Minestra di Broccoli con l’Arzilla, così si chiama a Roma la Razza, pesce di cui si utilizzano le “ali” spellate pronte per l’utilizzo. Un piatto della grande cucina popolare romana che si fa sempre più raro. Il piatto, stranamente, non è preso in considerazione da Ada Boni, e nemmeno da Carnacina-Buonassisi. Aldo Fabrizi, invece nelle ricette in versi di Nonna Minestra, contempla la “Pasta e piselli cor brodo de pesce” e, quasi una variante, la “Pasta e broccoli cor dado de pesce”.

Minestra-di-Broccoli-e-Arzilla-605x1024

Minestra di Broccoli con l’Arzilla

Una ala di arzilla di 5oo g –  Un broccolo da 1 kg – 3 etti di pasta – ½ kg di pomodori in scatola – 2 grossi spicchi di aglio – 3 filetti di alici Sedano e cipolla Sale, peperoncino, vino bianco e olio extravergine q.b.

Ingredienti per 6 persone:

 Broccolo e Arzilla

PREPARAZIONE

Si fa cuocere l’arzilla in acqua e sale, aggiungendo sedano e cipolla. A parte Si prepara il soffritto per la minestra con solo olio e aglio a pezzettini e i filetti di acciuga. Fate rosolare e versate il broccolo già lavato e tagliato in cimette. Fate insaporire con il soffritto, aggiungete il peperoncino, un poco di sale e una spruzzata di vino bianco. Fate evaporare e aggiungete i pomodori mescolate e cuocete per qualche minuto. Aggiungete ora il brodo di arzilla, e appena giunto a cottura il broccolo potete versare la pasta. La più usata per questo piatto è quella che si chiama “gramigna” ma a Roma sono detti “cazzetti d’angelo” o pasta lunga spezzata.

Condividi