BROCCOLI ROMANESCHI COTTI A CRUDO

broccolo candidaevi

I broccoli romaneschi cotti a crudo, ricetta tipica, fanno parte dei piatti di verdure di cui la cucina romanesca “popolare” è ricca. Le verdure infatti, non solo accompagnano pietanze vigorose e saporite, ma, condite con un buon olio extra vergine, strascinate in padella con aglio e peperoncino o arricchite di ripieni piccanti, sono ricche di gusto e protagoniste della cucina romanesca. Il broccolo non solo è molto buono, ha anche grandi virtù salutari, caratteristica comune in  tutte le numerose varietà di cavoli. Non a caso Plinio il Vecchio affermava che grazie ai cavoli i Romani avevano evitato per secoli le cure degli odiati medici greci.”

la ricetta dei broccoli romaneschi cotti a crudo

Per questo piatto è indispensabile il broccolo romanesco. Colore verde intenso, brillante e uniforme, forma piramidale, cimette disposte a spirale; foglie di un bel verde cupo. Servono pochi ingredienti, l’olio che deve essere un extra vergine di oliva, ad esempio olio sabino di itrana; l’aglio e il vino, dei Castelli romani possibilmente. Qui troverete informazioni e curiosità su questo splendido ortaggio.

1 broccolo romano
1 bicchiere di vino bianco secco
2 spicchi di aglio
olio extra vergine di oliva
q.b. di sale e pepe

Ingredienti per 4 persone

broccoli romaneschi cotti a crudo
Per preparare i broccoli romaneschi cotti a crudo, prendere un  broccolo romano fresco,  sodo e privo di macchie, con le foglie esterne verdi, turgide e aderenti. Staccare le foglie ed eliminare quelle dure. Tagliare le infiorescenze alla base con un coltello affilato per non romperle  e inciderne il gambo. Dividere in due parti per tutta la lunghezza i gambi delle foglie grandi e lasciare intere quelle piccole. Lavare bene sotto l’acqua corrente e poi  mettere in acqua fredda il broccolo così “capato” (pulito).

In una padella versare un po’ di olio e far soffriggere leggermente due spicchi di aglio schiacciati. Quando l’aglio comincia a rosolare, prende un bel colore biondo e sprigiona tutto il suo aroma, unire le foglie e farle appassire; aggiungere le cimette del broccolo, salare, pepare e mescolare. Far insaporire e poi bagnare con un bicchiere di vino bianco secco, coprire e continuare la cottura a fuoco lento. Se il fondo asciuga, aggiungere ancora un po’ di vino, ma solo fino a metà cottura. Mescolare di tanto in tanto con delicatezza affinchè le cimette rimangano intatte. Come ci ricorda Giuliano Malizia: “la mansione del coperchio è importante, tanto è vero che i broccoli vengono detti anche “affogati”.
Quando i broccoli sono ben asciutti e insaporiti sono pronti. Servirli caldi.

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LENTICCHIE DI ONANO CON SALSICCE

Lenticchie e salsicce

Le lenticchie sono state per secoli una delle basi dell’alimentazione delle nostre popolazioni, in particolare del centro sud.
In Italia sono coltivate molte varietà di lenticchie, ma quella di Onano è unica nel suo genere grazie al rispetto della natura del territorio in cui cresce e le sue eccezionali proprietà organolettiche che la rendono particolarmente preziosa.

La lenticchia di Onano gode del marchio De.Co, “Denominazione comunale di origine” e riconosciuta come uno dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani presidi di Slow Food.

Lenticchie di Onano

La tradizione vuole che il primo giorno dell’anno non manchino sulla tavola perché, come dice Giggi Zanazzo in “Usi, costumi e pregiudizi del popolo di Roma”: “A Roma, er primo dell’anno se màgneno le lenticchie e l’uva; perché chi mangia ‘ste du’ cose, dice, che conta quatrini tutto l’anno.”

Puntualmente quindi, l’ultimo giorno dell’anno si cucinano per mangiarne un po’ subito dopo la mezzanotte!

Ingredienti
400 g di salsicce
200 g di lenticchie di Onano
200 g di polpa di pomodoro
1 Carota
1 Cipolla piccola
1 costa di sedano
½ bicchiere di vino bianco
1 foglia di alloro
2 spicchi di aglio
q.b. di olio extra vergine di oliva
q.b. di sale e pepe 

Ingredienti per 4 persone
lenticchie di Onano

Procedimento per preparare le lenticchie di Onano con salsicce

Lavare accuratamente le lenticchie, metterle in una pentola bassa e larga, coprirle di  acqua fredda, aggiungere uno spicchio di aglio e la foglia di alloro. Farle cuocere per circa 30 minuti a fiamma bassa in modo che l’acqua sobbolla. Durante la cottura aumenteranno quindi si dovrà aggiungere acqua bollente per mantenerle sempre coperte di liquido. Salare verso la fine della cottura.
Nel frattempo preparare un soffritto con carota, cipolla, sedano tritati e uno spicchio di aglio che poi andrà tolto. Aggiungere le salsicce dopo averle bucherellate, farle rosolare e poi sfumare con il vino. Quando il vino sarà del tutto evaporato versare il pomodoro, salare, pepare e far cuocere a fiamma bassa. Dopo un quarto d’ora circa unire le lenticchie lessate e continuare la cottura per 15/20 minuti circa, aggiungendo eventualmente un po’ di liquido di cottura se dovesse servire.

L'alternativa
Per avere un piatto più leggero preferisco cuocere le salsicce separatamente per far perdere un po’ del loro grasso. Bucherellare le salsicce e metterle in una padella, versare acqua e vino in parti uguali fino a metà altezza delle salsicce. Farle cuocere a fiamma moderata fino a far ridurre tutto il liquido, alzare quindi la fiamma e farle rosolare bene. Unire alle lenticchie una decina di minuti prima della fine della cottura.
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Simposio 2015 Trionfo del Gusto

Simposio 2015 Trionfodelgusto

Il 3 e 4 ottobre a Roma, nel Salone delle Fontane , si terrà la quarta edizione di “Simposio 2015 Trionfo del Gusto”, un percorso di degustazione dedicato all’eccellenza enogastronomica italiana per conoscere il lavoro dei produttori e scoprire veri e propri capolavori conosciuti e affermati nel mondo. “Simposio 2015 Trionfo del Gusto” è un evento organizzato da tasteFactory con il patrocinio del Comune di Roma. Due giornate dedicate alla scoperta dei profumi, colori e sapori della nostra terra, con degustazione diretta nei tavoli di esposizione, dei prodotti di oltre 150 aziende provenienti da tutta Italia: vini, oli,formaggi, salumi, tartufi,confetture, miele, prodotti da forno e liquori.
“Simposio si configura come una vetrina capace di valorizzare la cultura italiana dell’alimentazione attraverso la ricerca di profumi e sapori unici e di creare i presupposti per la visibilità di tutte quelle realtà enogastronomiche di eccellenza presenti sul territorio” ha spiegato Alessio Ranaldi, amministratore unico di TasteFactory, la società organizzatrice di Simposio.   L’obiettivo è quello di promuovere le aziende enogastronomiche italiane di qualità offrendo opportunità di incontro e di crescita, ha dichiarato Daniele De Ventura, storico fondatore del format.
Il programma della manifestazione prevede anche seminari di approfondimento su specifiche tematiche gastronomiche e relative al vasto mondo del vino e alcune novità di quest’anno: un angolo dedicato al “Cooking show”che si articolerà in due performance giornaliere in cui gli chef Danilo Compagnucci e Nicoletta di Rossi, aiutati dagli studenti di un istituto alberghiero, prepareranno una serie di assaggi con i prodotti delle aziende presenti e spiegheranno i vari passaggi dell’esecuzione. La presentazione del nuovo brand “Lusso e Gusto” da un’idea di Katia La Rosa, la realizzazione della prima edizione “Lusso e Gusto Awards ” in cui una giuria di addetti ai lavori e specialisti del settore premierà la “qualità” delle aziende presenti e la partecipazione di “Cacio e Pepe”, una realtà dello street food.

SimposioTrionfodelgusto

Programma:

Sabato 3 Ottobre
10:00 – Apertura spazi espositivi per operatori
13:00 – Apertura spazi espositivi per appassionati
13:30 – Cooking Show
18:30 – Cooking Show
20:00 – Chiusura Ingressi
20:30 – Chiusura spazi espositivi

Domenica 4 Ottobre
10:00 – Apertura spazi espositivi per operatori
13:00 – Apertura spazi espositivi per appassionati
13:30 – Cooking Show
18:30 – Cooking Show
20:00 – Chiusura Ingressi
20:30 – Chiusura spazi espositivi

Ingresso:
Appassionati: 20 Euro calice incluso
Operatori del settore: 6 Euro calice incluso

Roma 3 – 4 ottobre 2015
“Salone Delle Fontane”
Via Ciro il Grande 10/12

Aziende partecipanti
tasteFactory

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Sermoneta Sky Wine & Food

sermoneta evi

Sermoneta, lo splendido borgo medievale e uno dei 21 comuni Gioielli d’Italia, nel fine settimana appena trascorso, ha ospitato Sky Wine & Food. L’evento, legato quest’anno a EXPO 2015, è stato promosso dal Comune di Sermoneta, organizzato dall’Associazione “The Best Events”, in collaborazione con Burro & Bollicine, la Pro Loco Sermoneta e Prodotti Pontini.

“Vogliamo che i prodotti e le tipicità siano conosciuti da quelle persone che per la prima volta vengono sul nostro territorio, ma anche siano riscoperti dai cittadini stessi” –  afferma Giuseppe Di Benedetto di The Best Events. In questa due giorni numerosissimi sono stati gli appassionati e i curiosi che hanno animato la manifestazione, riempiendo i vicoli, le stradine e le piazze della piccola cittadina dei Monti Lepini.

Sky Wine & Food Sermoneta

Noi di Lazio Gourmand ci siamo state domenica. Arrivate in mattinata abbiamo percorso in lungo e in largo, sotto un sole cocente, l’antica città di origine volsca. Abbiamo ammirato le Chiese, i vicoli, gli scorci panoramici e fissato nelle immagini ciò che ci ha colpito. All’ora di pranzo siamo state attratte dalla piccola e ombreggiata terrazza in pietra, affacciata su un vicolo, de Il giardino del Simposio. Qui ci ha accolte il loquace e simpatico Fabio Stivali che ci ha coccolate con i suoi ottimi piatti:

Sky Wine & FoodAperitivo con prosecco e succo di visciole
Carciofi fritti alla Lucrezia
Strozzapreti con ricotta e pesto al pistacchio
Tagliolini con Trombolotto e bottarga
Carbonara di Tonno al Trombolotto
Zuppa anglosermonetana con visciole
E per chiudere
Visciole sciroppate
Albicocche all’Armagnac
Tromboncello (limoncello )

Sky-Wine-Food

Dopo il pranzo e la piacevole compagnia di Fabio e della moglie Angela ci siamo immerse nella manifestazione Skywine &Food. Calice e tracollina ci hanno accompagnate nell’esplorazione delle eccellenze enologiche ed agroalimentari del territorio pontino e delle  bellezze di Sermoneta. Il percorso  si snodava nelle suggestive stradine del borgo e aveva tappe in tre pregevoli architetture: la Loggia dei Mercanti in Piazza del Popolo, l’ex Mulino in Piazza del Cauto, il Principe Serrone presso San Michele Arcangelo.

Molti gli espositori e tantissimi i prodotti: impossibile elencarli tutti, ne segnalerò qualcuno.
L’Azienda Monti Cecubi produttrice di sette etichette diverse, situata sulle colline che guardano il mare tra Itri e Sperlonga. Chiara Fiabetti, la giovane e talentuosa enologa ci ha parlato dei vitigni autoctoni, l’abbuoto e l’antico serpe, e dell’unicità di quest’ultimo, riconosciuta dall’Università di Conegliano. Ho assaggiato il Dracontion, un passito IGT che viene da uve Fiano e Falanghina selezionate in campo e fatte appassire su graticci con ventilazione e umidità controllate. Proposto anche in abbinamento con il cioccolato fondente, in una pralina ripiena di crema al passito.

Sky Wine & Food
Montecorvino, una piccola cantina in provincia di Latina, a ridosso dei monti che guardano la pianura e il mare, che produce anche tre chardonnay, in cui si evidenziano caratteristiche diverse legate alla diversitá di terreno, di esposizione del vigneto e di tutte quelle piccole variabili pedoclimatiche che valorizzano il territorio al di la di ogni aspettativa.

Il Torpedino® è un pomodoro di piccola taglia, di forma allungata, appartenente alla categoria dei mini San Marzano. Caratterizzato da un sapore intenso ma delicato, ha decise note aromatiche e un equilibrato rapporto fra dolcezza e acidità. E’ un ibrido ricavato dall’innesto tra il San Marzano e una particolare varietà del Costoluto; ha due differenti modalità di raccolta: “fiammato” e rosso dalla polpa succosa, consistente e croccante.

La pluripremiata Cantina Sant’Andrea, di cui ho molto apprezzato l’Oppidum; è un moscato a lentissima fermentazione che conserva tutto l’aroma delle uve da cui proviene, al 100%, raccolte manualmente, espressione di un microclima unico, coccolato e favorito dalla brezza marina.sky winecIl programma ha dato spazio  alle degustazione delle eccellenze enologiche ed agroalimentari;  all’arte, con le mostre a Palazzo Caetani, nell’atrio del Comune, il Museo della Ceramica e il Castello Caetani; alla tradizione folkloristica con gli Sbandieratori di Sermoneta e la Rievocazione Storica della Battaglia di Lepanto.

In Piazza Belvedere, con il coordinamento di Mario Di Marino di “Burro & Bollicine”, abbiamo assistito ai cooking show dei ristoratori locali che hanno preparato piatti tipici. Il sommelier Elio Mazzocchi, di The Best events, ha splendidamente abbinato i vini delle aziende espositrici.
Abbiamo apprezzato molto i “Tagliolini con trombolotto, bottarga, fiori di zucca e gamberi crudi” preparati da Fabio Stivali, accompagnati da un profumato Sauvignon.Skywine &Food

Vi chiederete che cos’è il “trombolotto”; è un limone selvatico autoctono molto particolare, Citrus Limon Cajetani, dai profumi che ricordano il cedro e il bergamotto. I monaci cistercensi solevano prepararci una sorta di salsa a base d’olio; veniva usata come condimento naturale per mascherare l’odore delle carni irrancidite. Il procedimento prevedeva l’utilizzo di uno speciale strumento in grado di molire sia le olive, sia il limone; si ricavava un olio cui si aggiungevano alcune erbe del sottobosco locale.

Una salsa di origine antica come la colatura di alici che si ispira al garum.

Il procedimento della salsa attuale è pressoché lo stesso. “Con un processo di molitura delle olive e del limone stesso, si realizza un profumatissimo olio pieno di tutte le migliori proprietà del limone e dell’oliva. In seguito, tramite la selezione di circa 12 – 14 erbe di sottobosco di macchia mediterranea, compreso il fungo porcino, la nepetella e l’origano selvatico, si lascia in infusione per circa 30 giorni il tutto.”

Ha chiuso i cooking show Raffaele Pignataro. Ha preparato la Pizza Dessert Rovesciata a lievitazione naturale e  germe di grano con mele, crema pasticciera allo zafferano, granella di nocciole, cioccolato, caramello e fior di sale. Ha riscosso un grande successo ed è stata molto apprezzata dai visitatori; il nostro Raffaele ha dovuto preparare più di 80 degustazioni!

Sky Wine & Food

Ormai è tardi e ci apprestiamo a tornare a casa; … solo dopo aver completato i nostri acquisti di alcune delle eccellenze degustate!

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Sky Wine & Food

Burro e Bollicine

Pro Loco Sermoneta

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Fiori di zucca con mozzarella e acciughe

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I fiori di zucca con mozzarella e acciughe fanno parte dei piatti più conosciuti della cucina romana, moltissime osterie o ristoranti lo propongono come piatto d’entrata. I fiori vengono farciti con la mozzarella, una volta si usava il pecorino fresco di pochi giorni, e con le acciughe, poi fritti dopo averli immersi nella pastella che li renderà croccanti.
Il fritto viene molto usato nella cucina romana, un modo per utilizzare e rendere appetitose le parti meno nobili degli animali macellati, cui si aggiunge il baccala fritto, la mozzarella in carrozza, le verdure fritte, i “pezzetti”, i fiori di zucca.

fiori di zucca con mozzarella e acciughe

Talmente buono da mandare in estasi Paul Valéry e far definire a Henry de Régnier il profumo delle fritture nello strutto, effluvi degni dell’odorato degli dei.
Nelle osterie romane i fritti, in particolare quelli vegetali, i “pezzetti”, hanno sempre avuto un ruolo fondamentale. Come ci ricorda Ada Boni, i “pezzetti”erano una frittura con la pastella fatta con piccoli pezzi di ortaggi, baccalà, zucca, venduti a “cinque pezzi un soldo”: “Il friggitore maestosamente dall’alto del suo…trono, dinanzi al quale si allineavano le monumentali scola-frittura stagnate, prendeva un foglio di carta, spesso scritta!, la metteva sulla mano sinistra, ci faceva una specie di conca, nella quale deponeva, prendendoli, naturalmente, con le mani, i pezzetti.”
I fiori di zucca con mozzarella e acciughe appartengono, insieme ai carciofi alla giudia e ai filetti di baccalà, alla cucina ebraico-romanesca.
La pastella si può fare, come suggerisce Ada Boni, con farina acqua e sale e unendo gli albumi montati a neve prima di friggere, oppure la pastella lievitata che io preferisco.

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pastella lievitata
250 g acqua
250 g farina 0
5 g lievito di birra
1/2 cucchiaino di sale

fiori

12 fiori di zucca
12 filetti di acciuga
150 g di mozzarella

Ingredienti

Procedimento

Per la pastella
Mescolare con una frusta tutti gli ingredienti e lasciar lievitare a temperatura ambiente per 2h oppure in frigorifero per 8-10h.

Per i fiori di zucca
Lavare i fiori di zucca, attenzione sono molto delicati, togliere il pistillo e le foglioline esterne. Metterli capovolti in uno scolapasta per farli asciugare. Nel frattempo diliscare le acciughe o utilizzare quelle sott’olio, e tagliare a pezzetti la mozzarella. Aprire i fiori e introdurre al’interno un filetto di acciuga e un pezzo di mozzarella. Per non far fuoriuscifiori di zucca con mozzarella e acciughere il ripieno in frittura, si possono “avvitare” leggermente nella parte superiore, io non lo faccio e con un po’ di attenzione il ripieno rimane tutto all’interno.
Scaldare l’olio in una padella profonda, quando raggiunge i 170°C, immergere i fiori nella pastella e metterli nella padella, girarli una sola volta.
E’ necessario friggere pochi pezzi per volta, perché la temperatura dell’olio si abbassa, e alzare la fiamma appena immersi nell’olio per riportarla velocemente a temperatura, poi abbassare la fiamma e completare la cottura. Saranno pronti quando avranno assunto un bel colore dorato scuro. Toglierli dalla padella e metterli su carta paglia o carta da fritti per togliere l’unto in eccesso. Servire caldissimi!

 

fiori di zucca con mozzarella e acciughe

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Etrus-key, viaggio nella terra degli Etruschi

Etrus-key Cerveteri

Vi segnaliamo una interessante iniziativa alla scoperta di Cerveteri e del suo territorio: Etrus-key .

Etrus-key è la chiave per entrare nella Terra degli Etruschi, signori del Mediterraneo, immergersi nella bellezza artistica e naturalistica, comprendere i segni della storia e assaggiare le eccellenze enogastronomiche del territorio.

10 week end fino al 27 settembre , 50 appuntamenti e oltre 20 siti da visitare per scoprire il territorio di Cerveteri, la storia, l’arte , la natura e le eccellenze enogastronomiche.
Il programma prevede eventi gratuiti, tour guidati alla scoperta del territorio ed escursioni naturalistiche, aperture straordinarie e itinerari notturni, degustazione di prodotti tipici e tour in cantina.
Etrus-key si inserisce negli appuntamenti di EXPO 2015, introducendo le eccellenze storico artistiche ed enogastronomiche di Cerveteri nel contesto dell’esposizione universale di Milano
Promotori dell’iniziativa sono la Soprintendenza per i beni archeologici dell’Etruria meridionale, la Lega delle cooperative del Lazio, il Comune di Cerveteri, il Consorzio Tuscia Turismo e Coopculture.
La prenotazione è obbligatoria e la partecipazione ai percorsi guidati, alle degustazioni è gratuita, a pagamento solo l’ingresso al Museo e alla Necropoli della Banditaccia.

Il programma del 25 Luglio
ore 18.00: Alla scoperta di Cerveteri e dintorni: Gli Etruschi del mare a Pyrgi
visita guidata all’Antiquarium e alle mura ciclopiche dell’antica Pyrgi.

dalle 20.00 alle 24.00: Etruskey di notte

ore 21.00: visita al Museo di Cerveteri

ore 21.40 : itinerario guidato alla scoperta del centro storico di Cerveteri

ore 21.00 – 22.00 – 23.00: apertura straordinaria e visita di tombe normalmente chiuse al pubblico nell’area delle Tombe del Comune: Tomba dell’Alcova, Tomba dei Tamsnie, Tomba dei Tarquinii

dalle ore 20.00 alle 24.00: degustazioni di vini e di prodotti tipici presso il Belvedere di Cerveteri

Nell’ambito dell’iniziativa A testa in su, in collaborazione con ASI – Agenzia Spaziale Italiana, due inediti eventi animeranno il centro storico:

ore 21.30 Astroconcert in Piazza Santa Maria,
“Icy rose 67P”, con Angelina Yershova e Stefano Giovanardi

dalle ore 20.00 alle 24.00:Vola come un astronauta a Via dei Bastioni.
Rover Marziano a Via dei Bastioni
Planetario digitale a Largo della Boccetta

Per informazioni e prenotazioni
06 39967500 – etruskey@coopculture.it
Speciale gruppi
+39 06 39967450

Infopoint Cerveteri
+39 06 99552637

per il programma completo:

http://www.coopculture.it/events.cfm?id=343

Etrus-key Cerveteri

 

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Crostatine di visciole di Sezze

crostatine di visciole di Sezze

Le crostatine di visciole di Sezze sono un dolce tipico che si preparava in occasione di alcune festività religiose e in occasioni di matrimoni, battesimi e comunioni per offrirle a parenti amici; ora si possono trovare ogni giorno nei forni e nelle pasticcerie, fatte a mano seguendo la stessa ricetta che forse risale al 1600. La crostatina di visciole e’ piccola, di forma ovale o tonda e con un piacevole contrasto tra la dolcezza della pasta e il gusto aspro della marmellata di visciole dei Monti Lepini, un tipo di ciliegia piccola, di colore rosso scuro, dal sapore acidulo che cresce spontanea e matura tra maggio e giugno.

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Paste di mandorle di Sezze

paste di mandorle di Sezze

Le paste di mandorle di Sezze sono un dolce tipico.  Abbiamo già parlato delle Crostatine di visciole di Sezze, dolce casalingo preparato con un impasto ricco di tuorli. Nell’ottica di una cucina senza sprechi, per utilizzare gli albumi, le massaie preparavano anche un’altra delizia: le paste di mandorle di Sezze, dolci che  insieme alle crostatine, non possono mancare in particolari festività. Di forma rotonda sono fatte con  albumi, zucchero e mandorle e aromatizzate con buccia di limone. Le mandorle sgusciate vanno private della pellicina immergendole per un paio di minuti in acqua bollente, una volta scolate basterà fare un piccola pressione con le dita, la pellicina verrà via con facilità. Quando saranno asciutte e ben fredde si possono macinare, eventualmente dopo averle messe a raffreddare nel congelatore per una decina di minuti.

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I fagioli del Purgatorio di Gradoli

fagioli del purgatorio di Gradoli

Perchè fagioli del Purgatorio di Gradoli?
Questo piccolo fagiolo deve il suo nome al Pranzo del Purgatorio, un’antica tradizione che risale al XVI secolo e che ogni anno si rinnova a Gradoli il mercoledì delle Ceneri. Il pranzo veniva organizzato dalla Fratellanza del Purgatorio per raccogliere fondi destinati al sostentamento delle famiglie in difficoltà. Era rigorosamente di magro , a base di pesce di lago e fagioli conditi con l’olio delle colline di Gradoli.
Tutti gli anni la fratellanza perpetua la tradizione: il giovedì grasso vengono messi all’asta i prodotti che i membri dell’associazione, vestiti con il saio e incappucciati, hanno raccolto durante la questua della mattina, con il ricavato si finanzia il pranzo del mercoledì delle Ceneri.

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Zuppa di fagioli del Purgatorio

zuppa di fagioli del purgatorio

Uno strano nome per questo piatto: zuppa di fagioli del purgatorio . Ma il protagonista, questo fagiolo di piccole dimensioni, è particolare: non solo ha eccezionali caratteristiche organolettiche ed è ricco di minerali, ma è coltivato senza l’uso di prodotti chimici e la raccolta avviene ancora come si faceva tanto tempo fa… a mano, quando i baccelli cominciano a disseccarsi! Continue Reading

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Il pane di farro della antica Roma…una ricetta ricostruita

pane di farro

La storia del pane è antica quasi quanto la storia dell’uomo. Di questo alimento, da millenni al centro della cultura gastronomica mediterranea ed europea, si fa menzione già nella produzione letteraria sumerica, nell’Epopea di Gilgamesh, testo epico composto fra il 2600 e il 2500 a.C., la più antica di cui si conservi notizia, il nucleo originario precede di oltre 1500 anni i poemi omerici e l’Antico Testamento.

Al di là delle sue implicazioni simboliche, la presenza del pane nell’Epopea di Gilgamesh dimostra come questo alimento fosse conosciuto e diffuso nell’antica civiltà mesopotamica, così come lo fu nell’Antico Egitto da cui si diffuse in tutto l’ambito del Mediterraneo diventando un elemento comune a tutte le popolazioni.
I Romani conobbero il pane dopo il 168 a.C., anno in cui impararono le tecniche della panificazione da alcuni schiavi macedoni. Plinio ci racconta che prima i latini erano soliti consumare focacce non lievitate e polta, una densa zuppa preparata con grani di cereali schiacciati e bolliti nell’acqua. Numerose sono le testimonianze archeologiche e artistiche che raccontano la presenza del pane nella società della Roma antica: dall’affresco della Casa del fornaio e dalle forme di pane fossilizzate di Pompei al sepolcro di Marco Virgilio Eurisace a Porta Maggiore a Roma, fino ai rilievi e ai mosaici che illustranio il lavoro quotidiano del fornaio.

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